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Gentile applaude la Spal «Non era facile uscirne»

Gentile applaude la Spal «Non era facile uscirne»

Il centrocampista: abbiamo risposto da squadra. Menegatti: avanti così

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FERRARA. Federico Gentile è diventato uno dei giocatori inamovibili nello scacchiere di mister Leonardo Semplici.

Se l'aspettava questa serie positiva che ha messo praticamente in sicurezza la classifica della Spal?

«Direi che con questi risultati abbiamo risposto da squadra; prima, per varie ragioni e sicuramente anche per colpa nostra, i risultati non arrivavano ma ci siamo uniti e compattati ancora di più tra noi e siamo riusciti a uscirne. Avere serenità nello svolgere questo lavoro è basilare, a volte ci è forse mancato un pizzico di personalità ma va ricordato anche che siamo un gruppo con molti giovani».

Quella de L'Aquila può essere stata la partita che ha segnato la svolta?

«Noi siamo sempre stati consapevoli della nostra forza ma è innegabile che poi i risultati ti aiutano a prendere fiducia e ad andare avanti per il meglio. Non è stato facile venirne fuori, a volte all’esterno ho visto fare dei casi su una "mezza cosa" ma questo ci ha compattati ancora di più».

Quanta parte del merito di questa risalita pensa possa essere attribuito a mister Semplici?

«Sicuramente lui è arrivato qui in una situazione molto particolare e ha dei meriti. Ha modificato le gerarchie della squadra, ha portato metodi di lavoro nuovi che ora stanno dando dei frutti».

C'è un po' di rimpianto per un campionato che avrebbe potuto essere di tipo diverso oppure no?

«Io sto a quanto mi era stato detto al momento dell'ingaggio, ovvero all'intenzione di fare un campionato per arrivare nelle prime dieci. Poi io penso sempre che nel calcio alla fine ognuno ha quello che si merita: fortuna e sfortuna si bilanciano e se siamo lì è perché meritiamo di stare lì. Siamo venuti fuori dalla situazione delicata ma ora non è che il campionato finisce qui: andiamo ad Ancona non per fare una scampagnata ma per fare risultato. Va benissimo il gemellaggio ma quando l'arbitro fischia cambia tutto».

Manca ancora la rete in casa anche se c'è andato più volte vicino e una traversa ancora trema....

«Purtroppo non sono ancora riuscito a segnare e ricordo ancora la nottataccia dopo l'ultima traversa. Ne potevo fare 2/3 in più rispetto all'unico di Pistoia, per le occasioni avute. Arrivo lì, prendo tanti insulti perché poi non ho concretizzato, ma almeno ci arrivo...e ci proverò ancora!».

Pietro Menegatti è un portiere imbattuto da quattro giornate.

Quanto è importante per un estremo difensore non subire reti?

«Naturalmente fa molto piacere, stiamo lavorando bene e raccogliamo i risultati. La fase difensiva parte anche dagli attaccanti e pure in difesa abbiamo trovato i giusti equilibri».

Quanto ha inciso per la solidità del reparto arretrato l'inserimento di Cottafava?

«Marcello è il giocatore di esperienza che ci serviva. Mancava uno come lui che dà sicurezza anche agli altri«.

Ora, raggiunta virtualmente la salvezza, quale campionato ci si deve aspettare?

«Non dobbiamo accontentarci, ma fare bene in tutte le partite da qui al termine. A L'Aquila sono arrivati tre punti importantissimi e poi siamo stati bravi a ripeterci nella gara contro la Pro Piacenza in casa nella quale non abbiamo avuto cali di tensione; dobbiamo andare ad Ancona convinti, per fare una buona gara«.

Con mister Semplici, Menegatti ha un ruolo anche nell'avviare il gioco...

«Sì lui vuole che, se si può e gli avversari ce lo consentono, si inizi già da dietro con il giro palla».

Quest'anno sembra sia molto meno sollecitato rispetto alla scorsa stagione dai tiri degli avversari, giusto?

«Concordo. Paradossalmente per un portiere forse è più facile quanto ti tirano in porta tanto ma bisogna essere sempre attenti e concentrati perché magari non si tocca palla per tanto tempo poi all'improvviso arriva l'intervento molto complicato da compiere».

Andrea Tebaldi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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