Il Galeazza festeggia la meritata promozione
La squadra allenata da Felice ha dominato il girone N di Seconda categoria Il tecnico: «Il merito è tutto della società». Pastore: «Siamo sempre stati uniti»
Non ci si abitua mai a vincere, lo sa bene Beppe Felice allenatore del Galeazza, che da giocatore ha avuto tante soddisfazioni, ma in panchina è la prima volta per lui. La sua squadra ha letteralmente dominato il girone N di Seconda categoria e adesso si gode il ritorno in Prima, ad un solo anno dalla cocente retrocessione.
«È stata una grande stagione - dice il mister -, ma il merito è tutto della società, che ha costruito una squadra e di conseguenza un gruppo ben più forte di tutto il resto di raggruppamento. Abbiamo dimostrato dall’inizio alla fine che meritavamo questa vittoria. Da giocatore ne ho vinti tanti di campionati, da allenatore è il primo. La dedica va alla società che è fuori dal comune, organizzata e competente. Dopo un anno di purgatorio siamo tornati su. Nelle ultime giornate abbiamo perso a Mirabello per situazioni strane, poi abbiamo vinto e domenica scorsa abbiamo di nuovo perso, perché gli altri sono stati più bravi, ma avevamo un ampio margine sulle inseguitrici. È stato un grande campionato da grandi numeri. Per il prossimo anno, secondo me, la società vorrà fare bene; abbiamo già buon organico, a cui aggiungere 4-5 elementi».
Va da sé che anche alcuni grandi giocatori in rosa hanno contribuito al successo. «Grande vittoria, meritatissima - aggiunge Simone Pastore, giocatore d’esperienza, ex di tante ottime squadre -, sin dalla prima giornata abbiamo fatto capire qual era il nostro obiettivo. È una società che merita il ritorno in categoria. È il mio settimo campionato vinto dopo Progresso, Sant’Agostino, Giacomense, XII Morelli e Monte San Pietro. Dedico il successo a mister, compagni e società: nei momenti di difficoltà siamo sempre stati uniti. L’unico rammarico è l’eliminazione in Coppa: fu l'esito di una giornata storta, ma va benissimo aver vinto il campionato, il nostro obiettivo».
Corrado Magnoni
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