La Spal ora sogna uno show finale
Le cinque vittorie consecutive hanno aperto scenari ambiziosi: playoff molto difficili ma si guarda alla Reggiana
FERRARA
Il popolo spallino ci crede.
L'affluenza in forte crescita al Paolo Mazza per la gara contro il Forlì - 3.450 presenze totali, quasi un migliaio in più rispetto alle ultime interne - fa pensare che questa cavalcata della Spal (giunta alla quinta vittoria nelle ultime cinque gare e a otto risultati utili consecutivi contando i tre pari precedenti), abbia riacceso un entusiasmo che era sopito. Nessuno, ovviamente, si fa troppe illusioni: a cinque giornate dalla fine con quindici punti totali in palio, il “-6” dalla Reggiana al terzo posto con la formazione granata che deve anche recuperare la partita contro il Pisa - senza tralasciare che ci sono anche altre due squadre in mezzo, proprio i toscani e L'Aquila - ad essere realisti non lascia spazio a troppe speranze. Ma chi ha il diritto di impedire a qualcuno di sognare?
Onestamente dovrebbe succedere un mezzo miracolo con la Spal che fa filotto chiudendo a quota 64 o giù di lì, e le altre che inciampano spesso e volentieri, per vedere la formazione di mister Leonardo Semplici chiudere al terzo posto che vale i playoff dato che il quarto nel girone B quasi sicuramente non darà diritto di accedere agli spareggi: nel girone A e nel C le quarte viaggiano su quote superiori. Ma questa marcia, oltre ad avere dato la salvezza con larghissimo anticipo (non dimentichiamo che fino a poche settimane fa si contavano i punti di vantaggio sulla quint'ultima), almeno ha messo un po' di pepe al finale di campionato.
Tornando alla prestazione dell'altra sera contro il Forlì va sottolineato che la formazione di mister Leonardo Semplici ha giocato una partita impeccabile. Il momento d'oro biancazzurro continua: vantaggio immediato con una grande azione di Finotto (strepitosa la sua crescita), rete della tranquillità con Cottafava e perla su punizione di Togni nel finale. Uno dei dati principali da evidenziare di questo periodo della Spal è la tenuta difensiva con Menegatti che non prende reti da più di sei partite, dal rigore di Teramo. Chapeau.
E il Forlì - che va detto per amor di verità senza volere sminuire il successo biancazzurro è apparso davvero tutt'altro che irresistibile - non ha interrotto questa inviolabilità.
Il presidente Mattioli a più riprese, quando la Spal ancora faticava a cambiare marcia, sosteneva come si trattasse principalmente di un blocco mentale. I fatti, in questo momento, gli stanno dando ragione: le partite contro Grosseto e L'Aquila hanno segnato la svolta e senza più l'acqua alla gola la squadra ha iniziato a volare.
Se non saranno playoff almeno ora la Spal è ben posizionata in ottica qualificazione alla Coppa Italia Tim (vanno le prime otto) obiettivo al quale i vertici dirigenziali tengono particolarmente.
Ultima considerazione, ma certamente non per importanza: il ruolo di mister Semplici. La sua Spal, costruita con pazienza in mesi di lavoro quotidiano, ora è una macchina che dà affidabilità. E' un pugile che assesta colpi e sa poi difendersi alla grande. I progressi nel gioco sono evidenti, i risultati arrivano, la classifica è stata scalata, la squadra segna, non subisce e ora pure diverte. Che altro volere di più? Mentre nelle stanze dirigenziali sono già iniziati i ragionamenti sul futuro e sulla prossima stagione, alla ripresa degli allenamenti di mercoledì, dopo la sosta pasquale, ci aspettiamo ancora un mister e una Spal carichi, pronti ad andarsi a giocare a viso aperto una gara di grande fascino all'Arena Garibaldi di Pisa. Per un campionato che riservi ancora sorprese. Perchè non succederà, ma se l'ultima a Reggio Emilia contasse qualcosa... (a.t.)
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