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«Niagara, va bene così In due anni il salto»

di Sergio Armanino
«Niagara, va bene così In due anni il salto»

Baroni traccia il bilancio stagionale e guarda a prospettive più ambiziose

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FERRARA. Tredici punti nel girone d’andata, altrettanti in quello di ritorno, sebbene arrivati da risultati diversi. Il bottino della Niagara, dopo 8 giornate della fase discendente del campionato, è questo: la differenza si registra in quattro match, ossia la sconfitta a Forlì (invece battuto in casa con bottino pieno), il successo pieno con Monselice (sul campo veneto raccolse solo un punto), il punticino strappato all’Unimore Modena (in casa loro, invece, fu successo pieno) e l’ultima impresa, cioè i 3 punti conquistatati contro il Prata (in provincia di Pordenone fu invece débàcle). Come dire che il rendimento dei gialloverdi, in questa strana stagione, è quanto meno altalenante e, talvolta, sorprendente, nel bene e nel male. Comunque sufficiente a fra credere nella salvezza: +11 sulla quart’ultima piazza, con ancora in palio 15 punti, è una margine tale da far dormire sonni tranquilli.

Dopo la pausa pasquale, il calendario offre, appunto, le ultime cinque gare della stagione regolare. Guardando ancora indietro, Gallotta e compagni all’andata portarono a casa soltanto 3 punti, battendo il Fanton Modena Est a domicilio 3-1. Sconfitte, invece, con Motta di Livenza, a Montecchio, con Trento e con Carpi: guardando la classifica, si direbbe che almeno con i giovani dell’Energy Ti Diatec si potrebbe prendersi la rivincita, sebbene la gara di ritorno sarà in trasferta. Per il resto, le sfide con prima e seconda forza del torneo sembrerebbero chiuse (ma, sulla carta, lo era anche quella con il Prata, terzo), da giocarsela sul parquet dei modenesi.

Insomma, la squadra di coach Andrea Zambelli ha ancora molto da dimostrare, anzitutto a se stessa: può chiudere l’annata in crescendo, cavalcando l’onda dell’ultima prestazione vincente, può concludere in altalena, marchiando definitivamente quest’annata, può pure fare di peggio, perdendo anche i match abbordabili. Le variabili, tecniche e psicologiche, singole e di squadra, unite ai trascorsi stagionali, non consentono previsioni.

Per ora si possono solo esprimere opinioni e valutazioni parziali e la pausa pasquale è l’occasione per mettere un punto: lo facciamo con il numero uno della 4 Torri Volley, Mauro Baroni.

Presidente, partiamo dalla recente nota lieta, la più lieta della stagione: la vittoria con il Prata, imprevedibile...

«E anche per questo motivo ancora più gradita. Giocavamo tranquilli e sereni, forse loro ci hanno preso un po’ sotto gamba e in più avevano un titolare infortunato, in ogni caso noi abbiamo fatto bella prestazione».

Un successo contro una big, fa nascere qualche rimpianto?

«Sì, qualche rimpianto c’è, soprattutto per Monari, che sta venendo fuori in ritardo, lo aspettavamo un po’ prima. Ha avuto alti e bassi, come succede a tanti giovani, in parte bisognava metterlo in conto. Poi, con le nostre risorse non è che possiamo ambire a chissà quali traguardi...».

Grazie a questo successo, il confronto con l’andata si pareggia, 13 punti come nella prima parte del campionato: bottino soddisfacente?

«Per adesso sì, perché 11 punti di vantaggio sulla quart’ultima non mi lasciano nemmeno immaginare che ci possa riprendere. La squadra è stata fatta per salvarsi, questo era il nostro obiettivo da profilo basso, poi, è vero, speravamo in qualcosa di più. Questo strano calendario non ha aiutato e quando perdi 3 o 4 partite consecutive i tifosi fanno fatica a seguirti, partono i retropensieri, invece no, è stata solo la sfortuna di aver affrontato squadre forti una di seguito all’altra. Qualcuno se l’è presa, ci ha attaccato sui social network, ma l’ho lasciato cuocersi nel suo brodo».

Dopo la sosta, cinque partite e, fra queste, ci sono da affrontare capolista e vice: percorso duro...

«Due partite sono alla nostra portata, poi se i ragazzi ci fanno una sorpresa... A Cento (sabato 18 con il Montecchio, ndr) sarà come essere in trasferta, per la diversità del campo e dell’illuminazione, ma non ci sarà pressione, la squadra potrà affrontare la partita tranquilla. Modena l’abbiamo già battuta, Trento è giovane e può avere passaggi a vuoto, come le è già successo».

Per quanto visto sin qui, rimpianti o ripensamenti sulle scelte fatte la scorsa estate?

«Nessun rimpianto o ripensamento. Se avessimo puntato solo sui nostri, sui giocatori nati e cresciuti nella 4 Torri, non ce l’avremmo potuta fare: fosse mancata l’esperienza di Gallotta o Francescato, saremmo nella bagarre totale. Mi spiace che dal settore giovanile escano lentamente nuove promesse: Baldazzi ce lo corteggiamo già società importanti, l’anno scorso avevamo tirato fuori Agosti, ma se n’è andato a studiare a Torino... Ecco, ne avessimo almeno due contemporaneamente...».

Chiudiamo con il futuro: quali obiettivi si può porre la sua società? Potrà regalare un sogno agli appassionati di volley ferraresi o non ci sono i presupposti?

«Ottimisticamente parlando, non è precluso di migliorare ancora e lottare per i play off, anzichè la salvezza. Alessandra Principi e Riccardo Cavicchi stanno lavorando a questo, per raccogliere le risorse. Non escludo che possa nascere qualcosa che possa darci qualche speranza e, in un paio d’anni, fare il salto di qualità. Abbiamo fatto tre riunioni in rapida successione nei giorni scorsi, ne faremo un altro paio da qui a maggio: ne uscirà la traccia per il futuro».

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