Quando Ferrara scippava la nobiltà alla Benetton
Il 25 ottobre 2008 il folletto Collins regala il primo colpo in A della storia estense C’erano le luci di Sky e un filo d’ansia. Con il grembiulino della matricola
FERRARA. La prima sera che la Ferrara dei canestri incontra la nobiltà trevigiana, ci sono le luci di Sky e un filo d’ansia. È un umido e ventoso sabato di ottobre (il 25 del 2008) e si gioca in Serie A. Gli estensi reduci da un impatto duro con la nuova realtà: tranvata a Teramo (68-84), sconfitta interna con Pesaro. E dietro l’angolo attesa da una mini Eurolega con rivali Siena, Milano, Avellino. Comprensibili l’orgoglio per la serata di gala, il timore di essere inadeguati col look. Loro con lo smoking dei cinque scudetti, guidati dall’autorevole e severo turco Oktay Mahmuti. I ferraresi col grembiulino della matricola. Per 20’ è punto a punto (37-38), poi c’è il decollo del Club di coach Valli. Il folletto Collins è in trance agonistica (29 punti, con 3/3 e 7/15), Ebi plana in una di quelle serate in cui il suo ciondolare è terribilmente concreto. Spettacolare ed efficace, altroché evanescente. Ferrara decolla e vince 88-73: il primo successo della storia nella massima serie. L’emblema è lo svedese Oluoma Nnamaka, che si immola in area a combattere tutti i totem avversari. Per la Carife la serata va oltre i due punti: è il segnale che sull’Olimpo può ritagliarsi un posticino.
La prima volta che il Club va a giocare sotto le volte del sontuoso PalaVerde c’è una battaglia salvezza quasi domata. Pure stavolta è un sabato: 7 febbraio 2009. Sono i primi vagiti della versione splendente dei bianconeri, con la coppia Collins-Ray che delizia il palato. Era gara quasi impossibile: la Benetton coltivava il terreno playoff. I verdi della Marca danno spallate, gli estensi cuciono. Sudore e sacrificio, gomiti e gambe. E a 6” dalla fine, la palla dell’over time: Collins penetra, triplicato scarica per Nnamaka. Mano tremante, sbilanciato: ferro. Tabellone. Finita. Si impone Treviso 71-68.
C’è Frank Vitucci il 9 gennaio 2010, quando la Benetton rimette piede al palasport ferrarese. Alla vigilia c’è quasi bandiera bianca issata nell’accampamento Club: senza lunghi e reduce da cinque sconfitte consecutive. E la classifica è amara come una medicina cattiva. Sarà per via della testa libera, che la Carife inizia a tirare da fuori più precisa di un chirurgo. Valli annusa vento buono, sposta l’asse del gioco sul perimetro. Ed è eccezionale prova balistica: 60% da due, 56% da tre. Jackson ne infila 30 (4/7, 6/11), Grundy 19 (5/7, 3/4), Sacchetti 14 (2/2, 3/4) e l’eroico piccoletto Mazzola fa baruffa coi pivottoni altrui: 12 punti con 4/5. Ferrara vince 102-95 e ringrazia i trevigiani per l’ossigeno.
C’è il santone “Gelsomino” Repesa, quando il 2 maggio 2010 la Carife torna a Villorba. Ferrara è impantanata nella bassa classifica, inguaiata forte. Treviso lotta per i playoff. Sprint locali e rimonte ospiti con sbuffi e sofferenze. Equilibrio fino ad 1’ dalla sirena. Jackson ne insacca 18, ma è soprattutto Ford l’uomo d’acciaio: 28 punti (10/13) e 12 rimbalzi. Ed è la fantasia folle di Spinelli a sparigliare: tripla da otto metri, poi due alley oop consecutivi per Sharrod ed è delirio. Treviso è polverizzata, Ferrara passa 67-73.
L’ultima volta che Treviso e Ferrara si sono incontrate, i quartieri erano meno nobili: A2 Silver. E non c’è stato dialogo. Un 22-6 De’ Longhi nel terzo quarto ha demolito la Mobyt. Ottimo Williams, devastante in area Powell (23 con 18 rebounds). Oggi la Pallacanestro Ferrara ritrova l’armata trevigiana, meno nobile rispetto al passato ma molto forte. Ci sono le luci Sky e un filo d’attesa.
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