«Trovata l’opportunità migliore»
Bomber Kenny racconta il canestro vincente. Castelli l’altro grande protagonista
FERRARA. «Ciò che mi interessava di più era trovare la migliore opportunità di tiro: bene, mi sono sentito che “quella” era l’opportunità migliore». Così Kenny Hasbrouck racconta il canestro decisivo, che domenica ha consentito alla Mobyt di battere la capolista De’ Longhi Treviso. Mancavano dieci secondi alla fine della partita.
«C’era pressione su questa partita, noi dovevamo assolutamente vincere anche considerati gli altri risultati - le parole della “point guard” biancazzurra -; durante il match i miei compagni mi hanno trovato, ma non tutti i tiri sono entrati. Ho giocato partite migliori, fortunatamente è andato dentro il canestro maggiormente importante. A “-12” non potevamo abbatterci, sapevamo dell’ importanza della gara, così pensavamo tutti di poterla vincere».
«Sotto 30-42 abbiamo cercato di giocare sugli errori degli altri, cercando di recuperare ed un grazie particolare va ad Amici e Huff che, nei momenti decisivi, sono risultati determinanti».
«Il pubblico? Giochiamo per farlo divertire - ha chiuso Hasbrouck -, i nostri tifosi sono stati davvero spettacolari, anche perché, nonostante ad un certo momento stessimo perdendo, ci hanno supportato ancora di più. Giochiamo anche per noi stessi ed il coach, che sta lavorando moltissimo per farci diventare ancora più squadra. I prossimi due incontri saranno fondamentali, lavoreremo duramente per portarli a casa».
Altro grande protagonista del successo biancazzurro è stato Riccardo Castelli. «E’ stato bello essere fra i protagonisti, anche se mi è dispiaciuto essere arrivato “cotto” nel finale; avevo speso molto, soprattutto all’inizio marcando Powell. Era importante toglierlo dalla gara, ci sono riuscito e così sono contento».
«L’espulsione di coach Pillastrini? Quando sei in campo non ci pensi più di tanto, cerchi di dare il massimo sempre. A me sono entrati due buoni tiri, costruiti ottimamente dai miei compagni. Così non pensi ad altro, giochi e basta».
Lorenzo Montanari
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