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vista dalla tribuna - il pallone dal cilindro mentre c’È il braccino corto: se non vi piace neanche così, beh allora...

vista dalla tribuna - il pallone dal cilindro mentre c’È il braccino corto: se non vi piace neanche così, beh allora...

S. pesso non si sa bene cosa replicare a chi ci chiede perché il basket è bello. Certo, guardando la serie A italiana, faremmo molta più fatica a innamorarcene oggi rispetto a venti-trenta anni fa....

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S. pesso non si sa bene cosa replicare a chi ci chiede perché il basket è bello. Certo, guardando la serie A italiana, faremmo molta più fatica a innamorarcene oggi rispetto a venti-trenta anni fa. Allora scendiamo di categoria, andiamo nel palazzetto sotto casa: niente di più facile. E qualche idea convincente per quella benedetta risposta magari ci viene.

Tipo Hasbrouck che a una ventina di secondi dalla sirena si raggomitola sotto Fantinelli, estrae il pallone dal cilindro e appoggia al vetro i punti decisivi. Come fosse la cosa più facile del mondo. La foto da prima pagina è quella. Poi ci sono i dettagli, senza i quali l’energia non assorbe potenza né prende la giusta direzione. Flash, suggestioni. Amici dopo pochi secondi di campo si arrabbia con l’arbitro. Pensi: “In questa partita, così importante, sbrocca o la imbrocca”.

Naturalmente vere entrambe le opzioni, ingenui noi: primo tempo orribile, secondo da mostro onnipotente. Vattelapesca.

Ecco quindi la rubata di Huff, il pallone che guarda caso sbatte sul corpo di uno dei tre in grigio e rimane miracolosamente in campo, Troy che lo affonda a canestro per la rimonta decisiva. Questione di confini labili, di centimetri, di rabbia dentro. Il basket ci piace per i falli di sfondamento subiti da Castelli (tanti, ne abbiamo perso il conto) e per la difesa che, voilà, si trasforma in attacco e bombe a volontà. Mentre la calma di Martelossi durante i timeout, ascoltati nella registrazione di Sky perché non ci facciamo mancare niente, è tisana rilassante ma per nulla assopente offerta a chi, tornando dentro il rettangolo, rischia il braccino corto e il cuore sopraffatto dalla tensione.

E niente energia, niente potenza, niente direzione, senza il pubblico: di fede ferrarese come di fede trevigiana, bravi tutti. Pure nella domenica di Pasqua, che c’è di male?

Il tutto remixato in un finale altamente drammaturgico, niente di strano visto che nei libri gialli l’assassino salta fuori solo nelle ultime pagine. Vi sta bene come risposta, soddisfatti?

Poi se la pallacanestro tipo quella di domenica scorsa continua a non piacervi, affare vostro (ma una controllatina da “uno bravo” è consigliabile, date retta).

Fabio Terminali

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