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Mobyt, il gusto verace e vincente della provincia

di Marco Nagliati
Mobyt, il gusto verace e vincente della provincia

Il colpo d’occhio del Pala Hilton Pharma e la vittoria in volata su Treviso hanno coinvolto gli addetti ai lavori. Dalla cena di Michelini agli sms di Crovetti

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FERRARA. Sono abbracci e sono sorrisi. Pacche sulle spalle e amicizia. Questa volta, però, i riflettori deviano dal parquet alle tribune del Pala Hilton Pharma. Domenica di Pasqua, partitissima tra Mobyt e Treviso. Pubblico vasto e partecipe, tanti vecchi amici della Pallacanestro Ferrara in tribuna. Addetti ai lavori e commentatori. Nastri colorati su una confezione che, le due squadre, avevano reso già bella. Con Sky a nobilitare l’evento. Quasi fosse Serie A e, in questo senso, la presenza di Treviso ha dato al prodotto una patina di nobiltà. S’è entusiasmato Alessandro Crovetti, attuale consigliere delegato della Virtus Bologna. Ha gustato l’evento in televisione, prorompendo poi in alcuni sms: «Bellissimo. Davvero una bella emozione e gran pubblico ferrarese. Sì, come ai vecchi tempi».

In tribuna, circondato dagli amici di vecchissima data, c’era invece Stefano Michelini: coach e attualmente commentatore Rai. E va dritto al cuore dell’essenza regalata da una partita come Mobyt-De’ Longhi. «Nella pallacanestro, la provincia è la chiave di tutto. Dove vibra la passione per questo sport». Dove affondano le radici. «Domenica a Ferrara - aggiunge Michelini - ne abbiamo avuta un’ulteriore conferma. Bellissimo ambiente, grande atmosfera di “positività”. E sul campo ne è uscita una “vera” gara di pallacanestro».

Vinta dalla Mobyt, che si mantiene in quota per un approdo playoff. «Intanto vorrei far presente un aspetto - spiega Michelini -: i tifosi devono accettare che quando si alza la posta in palio, le partite diventano sempre più fisiche. Aumenta il livello dei contatti e, inevitabilmente, le percentuali di tiro calano. Non si può pretendere una particolare pulizia di gioco, quindi la gara di domenica anche sotto questo punto di vista è stata più che accettabile».

Treviso ha gestito lungamente il match, condotto il treno sui binari più congeniali. Poi... «Treviso ha dimostrato in pieno di essere formazione importante. Ben allenata. Equilibrata. Poi Ferrara ha scelto un quintetto rapido e snello, con Amici da “quattro” ed è partito il recupero». L’acuto decisivo di Hasbrouck è stato “solo” l’effetto combinato di un convincente gioco di squadra. E che la Mobyt sia unita, Michelini l’ha colto da ulteriori altri aspetti. «Dopo la partita sono rimasto a cenare a Ferrara, con vari amici. Nello stesso ristorante sono successivamente arrivati molti giocatori ferraresi; bene: ho visto un bellissimo atteggiamento tra di loro. Rispetto e disponibilità. Ed Hasbrouck era tra i primi ad avere questo fantastico rapporto con i compagni».

In vista playoff, se saranno conquistati, è un valore aggiunto. «La differenza tra Gold e Silver esiste, soprattutto con le prime di Gold. Però, secondo me, le formazioni di Silver con le altre se la possono giocare. Inoltre l’effetto sorpresa nelle prime partite può contare, affrontandosi formazioni che in stagione regolare non si sono mai sfidate».

Direttamente coinvolto potrebbe essere, invece, Alberto Morea. Allena Mantova, attualmente ottava in Gold e in piena bagarre per strappare un “pass”. Potrebbe essere una delle prime rivali di una formazione di Silver negli spareggi promozione. Ecco, dunque, che per l’ex tecnico della Pallacanestro Ferrara quella di domenica è stata occasione di aggiornamento professionale. «La mia prima sensazione - dice - è extra gara. Mi ha colpito l’atmosfera coinvolgente: la cornice di pubblico e l’intensità del tifo. Per quanto riguarda il confronto, impressionante la fisicità gettata sul parquet dalle due squadre. Treviso e Ferrara riescono a mettere in campo dei “corpi”: i contatti sono stati forti e duri».

«Treviso ha mostrato una grande qualità nell’esecuzione dei “giochi” - aggiunge Morea -, affrancandosi dagli stranieri gravati di falli. Ferrara, a sua volta, è stata brava a restare in gara a prescindere da Hasbrouck e Huff. I due poi, alla fine, hanno fatto cose egregie e di energia. Ma prima, che bravi Benfatto e Castelli». Ai playoff i team di Silver che margini avranno? «Per me non sono sfide scontate. Le squadre di Silver saranno pronte a sostenere l’impatto del gioco: avranno entusiasmo e motivazioni extra. E con questa formula la squadra di Gold rischia, perché se sbaglia la prima in casa»...

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