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La crisi del calcio lagunare non risparmia nessuno

La crisi del calcio lagunare non risparmia nessuno

Dilettanti. Non solo il Comacchio Lidi è in gravi difficoltà economiche e societarie Gli altri club sono solidali con il dimissionario dirigente rossoblù Calderoni

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COMACCHIO. Si alza un coro di solidarietà nei confronti di Bruno Calderoni, vicepresidente del Comacchio Lidi che ieri sul nostro giornale ha richiamato l’attenzione sulla crisi del calcio dilettantistico. Magnavacca in Seconda Categoria, San Giuseppe ed Estensi Spina in Terza sono le altre realtà calcistiche lagunari che portano avanti tra molte difficoltà le rispettive attività.

«Ho letto l’intervista al mio amico Bruno Calderoni – dice Mauro Stella, presidente del San Giuseppe -; mi trovo perfettamente d’accordo e vorrei sottolineare che anch’io mi trovo nelle stesse condizioni e cioè che entro il 30 giugno rassegnerò le mie dimissioni da presidente e difficilmente sarò disponibile ad avere incarichi in una futura società. Diversi i motivi: prima di tutto la verifica documentale da parte della Siae avvenuta nell’anno 2011 e conclusasi con un accordo con l’Agenzia delle Entrate per il pagamento di 27.000 euro circa, in due anni; in secondo luogo la crisi economica che ha portato a ridurre al minimo anche i contributi da parte degli Enti Locali; la difficoltà nel reperire volontari e, non ultima per importanza, la delusione delle ultime stagioni, non tanto per i risultati di classifica ma soprattutto per il poco impegno dimostrato da parte di tanti giocatori. Vorrei sottolineare che per il futuro del calcio nel nostro territorio è determinante mettere in campo una collaborazione fra tutte le società locali, anche per poter utilizzare al meglio sia i volontari che gli impianti sportivi esistenti. Comunque tengo a precisare che siamo riusciti a chiudere questa stagione con il bilancio in pareggio coprendo anche le sanzioni».

Ed ecco cosa ne pensa l’Estensi Spina: «Calderoni ha ragione – tuona Paolo Rossi, presidente del club -; non solo per colpa delle multe ma anche noi siamo in difficoltà. Sponsor? Spariti. Il Comune fatica perfino a risponderti e pure per interventi di manutenzione negli impianti non ti considera. Io lo dico da tanto tempo che siamo a rischio, noi come le altre società, tante delle quali hanno già smesso. A volte penso che venga liberato il nostro campo per utilizzarlo come area dei camper, come già avviene nel parcheggio antistante dove ci sono 13 posti camper senza spazi per le auto. Per fare le cose bisogna essere tutti d’accordo, perché in passato ero solo io ad espormi e gli altri credevano di ottenere vantaggi perché non protestavano, ma almeno qui a Comacchio non funziona così. Il problema pare essere che lo sport a Comacchio sia l’ultimo dei pensieri degli amministratori. I costi di gestione sono alti per tutti, ci vorrebbe un Comacchio Calcio unico in cui confluire. Il Comune ci deve dare una mano, alla fine dei conti gli impianti sportivi sono suoi».

Non pensa ad abdicare il Vaccolino che però è reduce da una stagione difficile: «Dal punto di vista sportivo le cose sono andate malissimo – dice Domenico Zucconelli, presidente della società -; soldi se ne trovano sempre meno e anche la passione sta calando. Manca il volontariato, poi non siamo nemmeno riusciti ad allestire la squadra che avremmo voluto. Molti calciatori ci hanno abbandonato cammin facendo. Pian piano le cose sono anche migliorate, ma speravo in risultati diversi. Per il prossimo anno non abbiamo ancora deciso, io sarò dimissionario alla fine di questa stagione. Ricordo solo che dal 1970 ad oggi io faccio parte di questa società, prima come giocatore, poi come dirigente e da molte stagioni come presidente. E’ evidente come manchino le nuove leve».

L’unica voce mancante al coro è quella del Magnavacca che comunque continuerà la propria esperienza calcistica anche il prossimo anno attingendo dai molti giovani “tirati su” dal suo florido vivaio.

Corrado Magnoni

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