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Argentana, i punti cardinali per il rilancio

Argentana, i punti cardinali per il rilancio

 Pure i granata alzano la voce Intervenire subito per affrontare le difficoltà

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 Dopo il Comacchio Lidi, anche l'Argentana alza la voce. La questione è quella ben nota relativa al periodo economicamente non esaltante, per usare un eufemismo, che sta attraversando il mondo del calcio dilettantistico. La crisi globale ha investito da diversi anni anche associazioni e società sportive, che si trovano ad affrontare spese difficilmente sostenibili. A tale proposito è intervenuto il presidente Eugenio Bruschi, al fine di sensibilizzare le istituzioni in merito alla problematica in oggetto. «La nostra posizione - spiega il patron dell'Argentana - è in linea con quelle di altre società che hanno già denunciato la situazione. Ci vorrebbero delle normative nuove, ma dovrebbero essere Federazione e Lega a muoversi sul campo istituzionale. Come ogni associazione sportiva anche noi abbiamo le nostre difficoltà, che ogni volta cerchiamo di risolvere al meglio. Resta il fatto che se si vuole adottare un fronte comune, io ci sto. È necessario analizzare e affrontare il problema insieme e con la massima razionalità».

Con il direttore sportivo Gianpietro Mazzanti si va ancora più a fondo, sviscerando quelli che dovrebbero essere i quattro punti oggetto della discussione: «Credo sia opportuno continuare a parlare di tale questione - sostiene Mazzanti -, perché deve essere presa in considerazione nel più breve tempo possibile. In primo luogo, il problema più grande è legato ad Equitalia. Un paio d'anni fa sono stati fatti dei controlli che hanno portato a sanzioni totalmente fuori luogo. In certi casi si tratta di vere e proprie condanne per le società, che si trovano a dover considerare anche il fallimento. È un discorso che ha investito tutte le squadre, un vero problema comune. In secondo luogo, la crisi degli enti pubblici, che non sono in grado di garantire più contributi rispetto a quelli che già danno. Anche la nostra amministrazione comunale non è che non sia disponibile, ma non può proprio fare di più».

«Terzo punto, le difficoltà del volontariato, con sempre meno persone disponibili a fare ciò che facevano fino a qualche tempo fa. Quarto aspetto, infine, lo stato disastrato in cui vertono la maggior parte dei settori giovanili in provincia di Ferrara, sempre più impoveriti, sia tecnicamente sia numericamente. Ecco, la nostra esigenza è quella di approfondire questo quadro, dare visibilità al problema, per cercare di non gettarlo nel dimenticatoio. Mi auguro che anche altre società possano fare altrettanto».

Daniele Carnaroli

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