Spal da sogno, Pisa schiantato
Lega Pro. Ieri sera all’Arena Garibaldi prova solida e di maturità. Continua la corsa playoff
PISA. Il confine era quello tra sogno ed illusione. Ieri sera quel confine è stato varcato, e oltre la linea (metafora perfetta, parlando di calcio) per la Spal si è materializzato il primo. Sì, il sogno. I biancazzurri hanno vinto a Pisa, conquistando il nono risultato utile di fila, il sesto successo consecutivo. Bilancio: 21 punti su 27 a disposizione. Agganciati i toscani al quinto posto, ridotta a 7 lunghezze la distanza dalla Reggiana terza. L'impresa resta possibile, quando mancano quattro gare al termine e l'ultima sfida sarà lo scontro diretto di Reggio. Il popolo ci crede più che mai. A maggior ragione dopo la prova di ieri. La prova della maturità, una prestazione senza sbavature.
Spal in campo con due variazioni rispetto all'undici che aveva travolto il Forlì: dentro Nava per Gerbaudo, come previsto, e Silvestri preferito a Giani. Pisa col 4-2-4, sistema nel cui contesto mister Amoroso ha infine preferito Napoli ad Arrighini, optando per una punta di movimento rispetto ad un attaccante più da area. Evidentemente il tecnico riteneva di mettere in difficoltà una difesa centrale spallina giudicata statica. Ma tra la teoria e la pratica spesso c'è diversità. I nerazzurri sono partiti a mille, puntando su ritmi elevati, senza però riuscire ad andare oltre un paio di corner consecutivi. Spal chiusa all'indietro, sostanzialmente in controllo.
La partita infatti non ha offerto sussulti. Il Pisa ha creato solo una vera occasione. I biancazzurri hanno corso solo un pericolo. Era il 21' quando la Spal, pur schierata, si è fatta infilare colpevolmente nel corridoio centrale, subendo un lancio filtrante per Arma incuneatosi tra Cottafava e Silvestri. Il bomber si è presentato solo davanti a Menegatti: provvidenziale, perfetta, l'uscita bassa del portiere spallino, poi Napoli ha ciabattato a lato la ribattuta. E da lì la Spal ha guadagnato metri, è cresciuta. Qualche difficoltà nel gestire il pallone e articolare la manovra, ma continui progressi. Fino al 35', per l'apoteosi: Capece ha conquistato un grande pallone nella propria trequarti difensiva ed ha appoggiato a Finotto che è partito in una delle sue tipiche progressioni. Si è fatto tutto il campo, si è lasciato dietro i difensori, poi ha messo perfettamente in mezzo all'area per la conclusione fulminante di Zigoni. Un'azione magnifica, un sano, vecchio, micidiale contropiede: un gol bellissimo. Al 40' la Spal avrebbe anche potuto raddoppiare ma Silvestri non è arrivato sulla “torre” di Gasparetto.
Nella ripresa, Spal cresciuta anche sotto il profilo del palleggio e Pisa in confusione. Mister Semplici è stato costretto a sostituire l'infortunato Nava già all'8', immettendo Giani. Poco dopo Amoroso ha tolto il contestatissimo Napoli a profitto di Arrighini. Spal padrona della situazione e pungente. Prima Lazzari ha rimediato un'assurda ammonizione per simulazione (sarà squalificato) quando invece ci stava la punizione a favore, poi Finotto ha garantito un altro dei suoi raid ma è giunto stanco alla conclusione. Comunque, ancora e sempre Spal, pericolosa su ottimo schema da punizione con Giani per Di Quinzio, palla tesa in mezzo e Zigoni a non convertire il rigore in movimento. Quindi, il solito Di Quinzio a costringere alla respinta Pelagotti, inserimento di Giani spinto a terra ma palla a Finotto per un tiro troppo alto.
Pisa sempre più ferocemente contestato. Spal con la partita ormai in tasca, tanto da gestirla magnificamente senza praticamente mai rischiare e senza rinunciare a tentare più di una sortita. Fino all'apoteosi finale, al tripudio. Un successo meritatissimo, forse il più bello della stagione. Il sogno, adesso sì, continua.
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