Castelli è l’arma in più della Mobyt
Basket A2 Silver. Momento magico per l’ala biancazzurra: «Mi sento un lavoratore e sono contento così»
FERRARA. È fra i giocatori maggiormente cresciuti dall’avvio del campionato. Parliamo di Riccardo Castelli, premiato dal grande lavoro di ogni giorno: mastino difensivo, l’ala della Mobyt ha “messo su” anche una discreta mano e a Castellanza contro Legnano è risultato l’Mvp biancazzurro.
Un bel riconoscimento...
«Bisognava portare a casa i due punti a ogni costo, per non compromettere ciò che avevamo fatto finora. Abbiamo avuto l’approccio giusto, così loro non si sono gasati: bravi noi a dare da subito l’impronta giusta. Loro hanno mollato, così siamo arrivati fino in fondo».
Ora, battere Latina venerdì sera per chiudere al secondo o terzo posto la regular season.
«Di certo non possiamo prescindere dal batterla. Ma non dobbiamo sottovalutarla: anche se il loro campionato è finito da un po’, ci sono giocatori che vorranno mettersi in evidenza, dimostrando di meritare la conferma o l’interesse di altri club. Quindi, non dobbiamo abbassare la guardia, bisogna che giochiamo fino al 40’, come del resto abbiamo fatto a Castellanza contro Legnano domenica scorsa».
Castelli, quanto sarà importante il contributo del pubblico ferrarese?
«Fondamentale. I nostri tifosi non ci hanno mai abbandonati, anche venerdì ci supporteranno per 40’. Anche e prima di tutto per loro, bisogna che la portiamo a casa, per regalare al popolo biancazzurro i play off, dove potremmo ancora divertirci e fare divertire».
E ai play off quale avversaria non vorrebbe affrontare?
«Giocando 48 ore prima della Gold, non sta a noi decidere chi affrontare. Abbiamo poche possibilità di scelta, ad essere avvantaggiate saranno le compagini della Gold, che potranno fare i conti sulla classifica della Silver. In molti non ci vorranno affrontare, anche perché stiamo bene».
Parliamo di lei che, grazie al grande lavoro quotidiano è cresciuto moltissimo rispetto all’avvio del campionato.
«Cerco sempre di lavorare duramente, sia che il pallone entri, sia che esca. Adesso sto trovando maggiori soluzioni, anche perché stanno marcando di più i miei compagni. Capitan Ferri sta tirando di meno, perché gli avversari conoscono la sua pericolosità. La coperta è corta, se aiuti su qualcuno, altri si liberano. Mi sto facendo trovare pronto e il pallone sta entrando. Ma non mi sento differente dall’inizio. Come prima, mi sento un lavoratore. E sono contento così».
Lorenzo Montanari
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
