Psg e Bayern arrivano in campo con i cerotti
Champions, questa sera. I parigini col Barça e i tedeschi a Oporto sono senza uomini chiave
ROMA. Terza sfida stagionale tra Psg e Barcellona, questa sera al Parco dei Principi, cornice della sfida clou dei quarti di Champions League. Dopo gli incroci nella fase a gironi (e una vittoria a testa), per transalpini e catalani non ci saranno stavolta occasioni per riparare. Capitò anche nell'aprile di due anni fa e allora (e sempre nei quarti) i transalpini fecero tremare i catalani: dopo il 2-2 dell' andata, al ritorno al Camp Nou si trovarono avanti 1-0 prima del gol qualificazione di Pedro (finì 1-1). Da allora la squadra di Larent Blanc è cresciuta e tanto (ne sa qualcosa il Chelsea di Mourinho) ma alla prova del nove si presenterà orfana di Ibrahimovic (squalificato) e, soprattutto, di mezzo centrocampo che sarà privo dello squalificato Verratti, di David Luiz e quasi sicuramente anche di Thiago Motta (è convocato ma «servirebbe un piccolo miracolo»): toccherà al giovane Rabiot cercare di non farli rimpiangere.
Sulla sponda opposta, Luis Enrique avrà tutti a disposizione (a parte Dani Alves, squalificato) ma dovrà soprattutto guardarsi dalle ennesime polemiche che lo hanno investito dopo l'ennesima sostituzione di Neymar nel rocambolesco 2-2 di Siviglia e una gestione ritenuta troppo accentratrice dello spogliatoio.
Sarà emergenza infortunati in casa del Bayern che farà visita al Porto. L'elenco degli indisponibili è lungo (Robben, Alaba, Benatia, Javi Martinez, Ribery e Schweinsteiger) e Guardiola sperava di poter recuperare almeno il francese e il vicecapitano ma alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca, trovandosi senza mezza squadra nel momento clou della stagione. E a dimostrazione del momento delicato attraversato dai bavaresi, il tecnico ha anticipato la partenza per Oporto di due giorni. «Chi è rimasto a Monaco non giocherà, i giocatori che ho qui saranno invece a disposizione - spiega Guardiola - ma non possiamo pensare di giocare solo una partita per superare il turno, avremo a disposizione sia l'andata che il ritorno. Il Porto è abile nel pressing alto, ma anche nel ripartire e nel possesso palla».
Nonostante il diverso ranking delle due squadre, il tecnico spagnolo del Porto Julen Lopetegui, ex compagno di squadra di Guardiola nel Barcellona '94-'97, non parte battuto: «Il biglietto Champions ce lo siamo guadagnato. Non pensiamo a chi sia favorito, ma ci concentriamo sul nostro avversario. Stiamo parlando di uno dei migliori Bayern della storia».