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Juve-Lazio, prove tecniche di scudetto

Allo Stadium le due squadre più in forma. Allegri: «È presto per il titolo». Pioli crede nell’exploit: «Non partiamo sconfitti»

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TORINO. Prima contro seconda, per la seconda volta allo 'Stadium'. Juve sfidata dalla Lazio, in formidabile recupero, sei mesi e mezzo dopo il testa a testa Juve-Roma. Allegri non cerca giri di parole: «Con la Lazio è una partita scudetto. Noi abbiamo un pò di vantaggio ma pure un ciclo importante da affrontare. Da qui al match contro la Sampdoria del 2 maggio si deciderà la stagione». Con i biancocelesti l'obiettivo è di mantenere, se non aumentare, il vantaggio di 12 punti in modo da mettersi al riparo da sorprese e rimonte. «La Lazio sta facendo un'annata straordinaria - rileva il tecnico -: viene da 8 vittorie, ha subito gli stessi gol nostri nel ritorno; dopo l'avvio nessuno poteva immaginare che ora sarebbe stata seconda. In più è molto cambiata rispetto all'andata: ha più consapevolezza, gioca un bel calcio, sono cresciuti i singoli».

La Juve deve cancellare lo scivolone di Parma: «Non c'è stato alcun calo di tensione, abbiamo sbagliato nella ripresa prendendo gol. Non avevamo la testa da un'altra parte, giocavamo in un clima surreale e arrivavamo da una partita dispendiosa (a Firenze, ndr) una situazione che sembrava proibitiva in Coppa Italia». Quindi la filosofia resta: «Bisogna fare un passettino alla volta, che ci permetterà di arrivare in fondo. Nel calcio ci stanno queste situazioni, l'importante è non ripeterle. Era inimmaginabile pensare che la Juve fosse campione il 20 aprile. A me interessa vincere il campionato, quando conta poco. Lazio e Roma sono ancora in corsa: la Lazio può arrivare a 82 punti, la Roma a 81». Allegri applaude le performance delle italiane in Europa League ma anche il cammino della sua Juventus: «Avere due squadre in corsa per le semifinali di Europa League ed una in Champions è un passo avanti del calcio italiano. Sono punti importanti per il ranking, ci serviranno per riavere quattro posti in Champions». Il tecnico cerca di spegnere le voci sul futuro di Tevez e di mercato. «Fanno parte del gioco e non ci creano disturbo - sostiene -, siamo in un momento troppo delicato della stagione». La formazione dovrebbe essere modellata sul 4-3-1-2: con Barzagli per Bonucci o Chiellini in difesa, Pirlo in regia, Sturaro al posto di uno tra Vidal, Marchisio e Pereyra, diffidati, e Llorente (o Morata) a fianco di Tevez.

Per la Lazio battere la Juve a Torino è un tabù, ma la squadra di Pioli non si presenta da sconfitta. Anzi. «Firmo per il pareggio? No, non fa parte della nostra mentalità - spiega il tecnico -. Se poi dovesse arrivare perché ce la siamo giocata, ben venga». Sarà prima contro seconda, ma i punti in palio, in casa Lazio, serviranno soprattutto per tenere dietro la Roma. «Si può riaprire il campionato? Credo di no», ammette l'allenatore. La squadra romana sarà senza De Vrij, Parolo, Radu, Cavanda e Novaretti e con Marchetti in campo con una maschera dopo l'operazione al setto nasale.

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