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BASKET A2 SILVER

Mobyt, aprile è un mese magico E la scalata di Bulgarelli continua

di Marco Nagliati

Sette anni fa arrivò la promozione in A. Ora i playoff sempre per la massima serie Avversario da definire, giovedì “gara uno” in trasferta. Intanto la Lega premia coach Martelossi

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FERRARA. Al netto delle svariate e pasticciate riforme dei campionati, quattro anni fa era pensiero alieno accostare la Pallacanestro Ferrara all’élite del basket. Francamente impensabile tornare a parlare di Serie A, seppure con la necessaria abbondante dose di timidezza. Nel 2011, Fabio Bulgarelli ereditava una storia ma aveva un presente da costruire. In Dnb. E il futuro era intessuto di entusiasmo pari alle incognite. Il primo vero grande snodo è stato vincere il campionato di serie B, l’unico modo per dare fiato e sostegno alle ambizioni. Che c’erano, ma parametrate ad una situazione economica difficile. Poi, l’altro bivio cruciale, è stato salvarsi (o salire di categoria) piegando San Severo due stagioni orsono. La riforma del torneo trasformava quel duello in un unico sapore: playoff o playout che fosse, chi vinceva accedeva alla A2 unica, l’altra finiva in cadetteria. Ecco, i due guadi “della vita” la Mobyt li ha attraversati da vincente. Poi, un paio di rivisitazioni dei campionati hanno certamente aiutato nella risalita. Perché la prossima A2 unica a 32 squadre non è la Legadue a 16 cui partecipava il Basket Club di Mascellani. Però Bulgarelli ha sempre avuto il merito di non mettere un limite ai sogni. Raggiunta la certezza di accedere al gran prossimo “calderone”, avrebbe potuto cedere la stella Hasbrouck (Roma o Torino) rientrando di qualche spesa e risparmiando denaro. A maggior ragione dopo il disimpegno del “main sponsor”. Invece il presidente ha rilanciato, spronato. Rendendo magico aprile, come a Ferrara accade da tradizione. Perché il 15 aprile del 2008, ad esempio, il Basket Club espugnava Fabriano e saliva in Serie A. E il 17 aprile del 2015, piegando Latina, la Mobyt ha acquisito il diritto di partecipare ai playoff congiunti Gold/Silver che mettono in palio un pass per la massima serie. Da fantabasket a fanta realtà.

Concretizzata al culmine di un lavoro intenso iniziato a dicembre 2014, quando i biancazzurri persero in casa con un Roseto di fondo classifica. Esonero di Furlani, arrivo di Martelossi. Che aveva un lavoro da finire in città, essendo stato l’artefice di una miracolosa salvezza nell’ultimo anno di vita del Basket Club. «Mi era rimasto il senso di un lavoro incompiuto. Beh, adesso ho pagato quella sorta di debito». La Lnp ieri l’ha eletto coach del mese: aprile, naturalmente. Senza interventi sul mercato, il tecnico ha portato Ferrara tra i primi dodici team della A2. Tra le top four della Silver. Lui e la truppa estense hanno vinto quindici gare su diciannove: quattro mesi esaltanti. Domando un puledro imbizzarrito come il torneo appena terminato, in cui ogni rivale potenzialmente poteva battere chiunque. E non è finita. Giovedì scattano i playoff. Difficili. Quasi insostenibili. Primo turno al meglio delle tre partite; quarti, semifinali e finale al meglio delle cinque. Fattore campo sempre a favore della Gold, le cui prime quattro peraltro entrano nel tabellone direttamente nei quarti. Per le formazioni di Silver una scalata sostanzialmente improba, peggio dell’Everest per difficoltà tecniche e cumulo di stanchezza. Però, per la Mobyt, già poterne parlare è un successo. Esserci una soddisfazione. E, chissà, il primo turno potrebbe anche essere “giocabile”. Perché su tre potenziali match, se fai il colpo alla prima in trasferta la nobile di turno può anche barcollare. Solo stasera i ferraresi sapranno chi troveranno sulla loro strada, le ipotesi sono tre: Trieste (piace), Ferentino (la più temibile) o Agrigento (fa storcere la bocca per la trasferta lunga). Come detto, giovedì Mobyt in trasferta; poi domenica 26 aprile il ritorno al Pala Hilton Pharma. L’eventuale “bella” giovedì 30 aprile. Ragazzi, si balla.

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