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Spal 10 e lode, adesso è quarta

Serie C. 10º risultato utile di fila, 7ª vittoria consecutiva. E anche Menegatti fa record

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FERRARA. Una Spal esaltante. Una Spal settebellezze. Una Spal da dieci e lode. Una Spal più forte dell'handicap delle numerose assenze (Lazzari squalificato; Nava, Cottafava e Gentile infortunati). Una Spal che continua a far sognare il popolo, sempre di più. Ieri sera al "Paolo Mazza" i biancazzurri hanno proseguito nella loro straordinaria ascesa: 10º risultato utile di fila, 7ª vittoria consecutiva, 4º posto in classifica (superata L'Aquila, ieri sconfitta a domicilio dal Forlì) a -4 dalla Reggiana che gioca oggi a Savona: hai visto mai? Il bilancio numerico della Spal: 10 partite, 7 vittorie, 3 pareggi, 18 gol segnati, 3 incassati (Menegatti battuto su rigore dopo l'ultima rete "presa" sempre su penalty a Teramo l'1 marzo, ma con 724 minuti di inviolabilità ha tolto il record a Marconcini che lo deteneva dal 72/73 con 721), 24 punti su 30 disponibili. Impossibile fare meglio.

Spal per forza di cose, stante le citate assenze, abbastanza improvvisata. Non nel modulo (l'abituale 5-3-2) ma negli uomini ed in parte nei ruoli degli stessi, pur già impiegati in quelle posizioni tra campionato e Coppa. Quindi, davanti a Menegatti ecco Landi terzino destro, Silvestri, Gasparetto e Giani centrali, Di Quinzio laterale sinistro; centrocampo con Bellemo (al debutto dall'inizio) interno destro, Capece regista e Togni mezz'ala sinistra; davanti, gli inamovibili Zigoni e Finotto.

Spal scatenata, subito in partita. Pressing, gioco veloce e verticale, attacchi continui. Al 4' Finotto va via nel suo stile e mette forte in mezzo: Zigoni non ci arriva, Landi sì ma vede ribattuta la sua botta; si avventa Togni ed è contrato in angolo. E' il segnale che sarà una bolgia. Il Tuttocuoio cerca di organizzarsi. E' una signora squadra, con un signor allenatore, ma viene spazzato via. A folate. Al 22' Zigoni libera Finotto in area, senza esito. Ma la Spal insiste. Preme. E il gol arriva. Al 23', con sublime punizione dal limite pennellata da Togni: forte e precisa, di destro, anche se la mattonella era per un mancino. La Spal ha il merito di non mollare, di cercare il raddoppio. Ci prova da corner di Di Quinzio. Poi con una grande azione collettiva ed insistita, conclusa dal destro al volo di Zigoni dal limite: miracolo in corner del portiere Bacci. Ed al 43' ecco ancora Togni a sfiorare il bis con un'altra magnifica punizione, successiva al fallo subìto dallo stesso brasiliano ad opera di Konate, che rimedia il secondo giallo e viene espulso. Spal al riposo tra gli applausi. Meritatissimi. Il segreto dei biancazzurri? Non il gioco, che pure ora scorre fluido e coerente. Ma la condizione fisica. E' clamorosa la differenza tra questa squadra e quella di due, tre, quattro, cinque mesi fa. Ora corre ed ha ritmo, nonostante le caratteristiche individuali. Così i singoli sono più vicini, si propongono per il passaggio, si aiutano, si danno copertura. Sia lodato il preparatore Matteo Levi Micheli.

Nella ripresa Spal ancora feroce nel pressing. Come al 9' quando prima Pratali e poi Ingrosso vengono messi in difficoltà da Finotto che finisce per rubar palla, trovarsi solo davanti a Bacci e batterlo con un preciso sinistro rasoterra. E mica è finita. Perché il portiere ospite schiaffeggia il pallone fuori area e Togni, sempre su punizione, gli mette ancora i brividi. Poi il 3-0 con carambola palo-Gasparetto su sassata di Di Quinzio dopo schema da corner. Piccoli nei: la rete (su rigore evitabile, fallo di Giani) del Tuttocuoio, l'infortunio muscolare di Capece, e quello di Rovini costretto ad uscire a braccia a sostituzioni completate. Poi il gol mancato da Zigoni e la traversa di Silvestri, di testa. Ed un finale troppo schiacciato in area con svarioni assortiti e quattro corner concessi nel recupero. Ma nulla che smorzi il sogno del popolo. Sette vittorie di fila non si vedevano dal 50/51. Per battere quel record serve continuare così nelle ultime tre partite di stagione regolare. Più almeno una di play off...

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