La Mobyt parte da Trieste per inventarsi un sogno
Gara-1 sul campo di una big di Gold League, ma arriva una regina di Silver
FERRARA. Ha agguantato un sogno e ora non lo vuole certo abbandonare. È partita da lontano la Mobyt, raddrizzando una stagione che sembrava prendere una china maldestra, ma che poi ha regalato enormi soddisfazioni: prima l’accesso alla prossima A2 unica e poi un secondo posto in classifica al termine della stagione regolare, frutto di una lunga rincorsa iniziata in pieno inverno e conclusa con una serie di vittorie di grande spessore, come quella con la capolista Treviso o l’ultima in casa contro Latina. Ferrara, però, non ha solo vinto, ma ha anche dimostrato un trend di crescita costante. Progressi che hanno portato a far sue le partite necessarie per scalare la classifica e meritare il diritto di giocare i play off, che mettono in palio un posto per la serie A e dove si sfidano le migliori 12 squadre dell’A2, tra Gold e Silver, in una post season incrociata, dove le migliore di Gold entreranno in scena solo al secondo turno.
La Mobyt è al gran ballo, quindi, e può dire la sua. Anche se, già il fatto di esserci, è un ottimo risultato. Pensare al grande salto non è reato, ma è oggettivamente immaginare (quasi) l’impossibile. È vero che sognare costa nulla e che in campo ogni squadra va per vincere; ma è altrettanto vero che al piano di sopra ci sono vere e proprie corazzate (leggi Verona) costruite per vincere. La Mobyt, non è certo la Cenerentola del gruppo, perché arriva al gran ballo da seconda classificata della Silver, ma non ha certo velleità da prima donna. Però, è altrettanto vero che, una volta arrivata fin qui, Ferrara può cercare di ottenere il migliore risultato possibile. Quale sarà, lo dirà il campo.
Intanto, sotto con il primo turno. Nell’incrocio dei campionati, alla Mobyt è toccata in sorte Trieste (palla a due alle 20.30), piazza nobile del basket italico. Squadra giovane, allenata da un coach esperto come Dalmasson, ha conquistato i play off grazie a un finale di stagione in crescendo. L’entusiasmo della piazza, il calore del pubblico, l’energia di una squadra giovane e arrembante, hanno dato vita a un mix esplosivo, che ha portato Trieste alla post season.
Capire chi delle due è favorita è esercizio complicato. La formula del campionato dà alle squadre di Gold il vantaggio del fattore campo, che, in una serie al meglio delle tre partite, può pesare ancora di più. Ma sul piatto della bilancia va messa anche la diversa esperienza delle due squadre. La Mobyt ha giocatori più “anziani” e quindi più abituati a gestire momenti di tensione estrema, come succede nei play off; Trieste ha invece un’età media molto più bassa. Altro fattore da considerare è il metro arbitrale, ossia quanto verrà concesso un gioco sporco rispetto a uno più tecnico.
In ogni caso, saranno gare spettacolari e piene di pathos, come sempre avviene nei play off; fin da questa sera, quando andrà in scena il primo round e si cominceranno a capire i valori in campo. Trieste cercherà di fare affidamento sul suo gioco frizzante e pieno di energia, che non dà punti di riferimento agli avversari. La squadra di Dalmasson ha in Tonut e Holloway due punti di riferimento, ma possono essere anche altri gli uomini che decidono la gara. E la Mobyt? «Non ha solo Hasbrouck a poter fare la differenza - ha detto il coach di Trieste alla vigilia -, ma un manipolo di tanti giocatori di talento, che possono ergersi come protagonisti. Per vincere contro di loro dovremo giocare il basket a noi più congeniale, fatto da tanta concentrazione ed energia».
Ed ora, su il sipario: vanno in scena i play off.
Mauro Cavina
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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