La Nuova Ferrara

Sport

calcio

Coraggiosa iniziativa delle società dell’Alto Ferrarese

 Coraggiosa iniziativa delle società dell’Alto Ferrarese

Costituito un consorzio. I club si rivolgono all’Agenzia delle entrate: «Perché tanto accanimento?»

2 MINUTI DI LETTURA





Le società dell’Alto Ferrarese richiamano l’attenzione sulla legge 398/91 che regola le società sportive dilettantistiche. «Nessuno si vuole esporre – dice Orlando Simonati, presidente del Reno Centese -, ma è giusto che qualcosa si muova». A fine febbraio una quindicina di società dilettantistiche della zona si è riunita per promulgare un documento da affidare alle autorità amministrative. Trattasi di tre fogli intitolati “Dubbi ed Incertezze nelle Associazioni in regime della legge 398/91”, in cui si legge inizialmente una considerazione: le associazioni sportive dilettantistiche hanno difficoltà ad interpretare le normative fiscali: «Vogliamo porre i nostri quesiti ad Agenzia delle Entrate o al Parlamento. Per ora siamo solo società di calcio; ci siamo riuniti due mesi fa per la iniziare la stesura del documento».

Continuando a leggere, si trovano domande del tipo: «Come mai tanto accanimento?; le associazioni devono iscriversi al Rea (Registro delle imprese)?; Che cosa si intende per personale che concorre alla realizzazione dell’evento?».

In tutto sono stati composti 8 paragrafi con relative problematiche. Ad ognuno vengono chiesti uno o più chiarimenti. «Vogliamo vederci chiaro, capirci di più - prosegue Simonati -, dirigiamo le nostre società alla cieca, crediamo di fare le cose in regola poi veniamo smentiti dai controlli fiscali. Chiediamo che la 398 sia più chiara ed immediata, di facile interpretazione per ambo le parti. Rivolgersi a commercialisti od avvocati pare non bastare più, c’è sempre qualcosa che non va». In fondo al documento si trovano proposte precise: sanatoria per tutte le associazioni sino al 2014, innalzamento quota rimborso spese da 7.500 euro a 10.000 euro, aumento dell’attuale limite non commerciale da 250.000 a 400.000 euro. «Alcune proposte le abbiamo riprese dalla Figc. Cerchiamo di muoverci tutti nella stessa direzione per avere maggiore efficacia. Le sagre non possono essere equiparate ad attività commerciali, servono per sostentamento di attività sociali e sono supportate dai volontari».

Il documento è stato affidato all’assessore dello sport di Ferrara, Simone Merli: «L’abbiamo affidato a lui un mese fa, affinché si faccia sentire in regione. Vogliamo che il nostro messaggio arrivi sino in Parlamento, che sia di aiuto per tutti. Ad esempio, alla mia società è stata contestata l’Iva versata e non quella non versata. E’ quasi come prendere una multa perché si è rispettato il limite di velocità, mentre non è stato contestato l’eccedente: andavo ai 70 km/h in centro cittadino e l’autorità mi fa pagare per come guidavo mentre andavo ai 50km/h».

Insomma, il calcio non resta più a guardare. Iniziativa coraggiosa, che per ora parte solo da una zona della provincia in attesa di essere imitata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google