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CALCIO SERIE C

Spal, vista playoff se merita l'otto

Paolo Negri
Spal, vista playoff se merita l'otto

L'ottava vittoria di fila serve per tener vivo il sogno. Ma con serenità

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FERRARA. Tre giornate alla fine della stagione regolare. Nove punti in palio. Quattro quelli da recuperare alla Reggiana per continuare a vedere i playoff, per crederci ancora, per sognare. Missione impossibile? Chissà, arrivati a questo punto nulla è precluso. Ma guai azzardare pronostici e soprattutto vietatissimo stilare tabelle. Qui conta solo il “giorno per giorno”. Ovvero la cara, vecchia, stereotipata formula del “partita per partita”.

Si comincia oggi. Snodo cruciale per la Spal. Biancazzurri in campo alle 15 a Carrara. Se vincono, se la Reggiana non batte il San Marino, se L’Aquila si spenna, se il Pisa non passa ad Ancona... Tanti, troppi, se. Pensare alle altre è da impazzire, le variabili sono innumerevoli. E’ vero che la Spal non dipende solo da sé stessa, e la combinazione di risultati favorevoli è indispensabile per alimentare l’esaltazione del popolo e vedere un traguardo da goduria assoluta, ma è altrettanto innegabile che deve pensare solo alla propria partita, al proprio “punteggio”.

Con un successo potrà serenamente guardare alla domenica delle rivali. In ogni caso, grande tranquillità, nessuna pressione, leggerezza di spirito. Vogliamo dire: andasse male, ci sarebbe nulla da imputare alla squadra di Semplici. E, soprattutto, non sarebbe il turno odierno quello da incolpare per un eventuale insuccesso nella rincorsa ai playoff: i “mali” stanno a monte, ai mesi precedenti gli ultimi due. Già, perchè il periodo più recente è stato semplicemente fantastico, e l’auspicio è quello di continuare a parlarne al presente.

La Spal cavalca l’onda di dieci risultati ultili di fila: tre pareggi e poi sette vittorie consecutive. Oggi cerca l’ottava, ovvio. E’ nelle condizioni psicologiche, e di forma, ideali per farlo. Ma bisogna anche essere consapevoli dell’alta percentuale di difficoltà del compito. Snoccioliamo in ordine sparso:

- l’avversario; la Carrarese deve a sua volta vincere, per non rischiare concretamente i play out. Sarà avversario assatanato, scomodo, non trascurabile soprattutto in virtù della prolificità del suo attacco

- il campo: si gioca sul sintetico, e non va bene. Il calcio è sport che va praticato sull’erba, con i sei o i tredici tacchetti tradizionali. Il sintetico andava bene per la Nasl anni ’70 o, oggi, per il football americano. Poi, per carità, si può vincere o perdere, brillare o deludere, sulla pelousepiù tradizionale come su un misto plastica di vecchia o nuova generazione. Ma sul fatto che chi è più abituato a calcare un terreno finto possa trarre giovamento dal calpestarne uno, non ci piove: lì il pallone corre diversamente, rimbalza diversamente, impone un gioco diverso. E’ un altro sport, o quasi

- l’aspetto statistico: più si va avanti e più, teoricamente, salgono le chances che una serie eccezionale vada incontro alla propria fine (parziale o totale). Non diamo per scontato che la Spal possa vincere sempre, non pretendiamolo. Auguriamocelo, ma non sminuiamo l’impresa compiuta fino ad ora e non mettiamo sulle spalle biancazzurre la pressione dell’obbligo di un altro capolavoro.

Detto ciò, è evidente che tutto l’ambiente vuole credere nell’ottavo successo consecutivo, colpo da libro dei record. La Spal ha raggiunto una grande brillantezza fisico-atletica, ha trovato equilibrio tattico, si giova dello splendore di questo o quell’elemento, va sull’onda dell’entusiasmo, arriva di rincorsa, fa paura agli avversari. Oggi mister Semplici non avrà gli infortunati Gentile, Nava e Fioretti, ma potrà contare sul rientro di Lazzari dalla squalifica e di Cottafava dopo il piccolo stop per un fastidio muscolare. Rovini è stato convocato, vedremo se andrà in panchina o meno. Scontata la conferma del 5-3-2, plausibile la riproposizione di Bellemo-Capece-Togni a centrocampo con Di Quinzio mantenuto in fascia sinistra e Silvestri preferito a Giani come terzo centrale. Ma Semplici ci ha già abituati a qualche sorpresina. Dettagli. Vedremo che succederà. Non solo per la formazione, ovvio. Ma, francamente, con grande serenità. Del doman (leggi playoff) non v’è certezza, ma «se non sai dove vai, ricordati da dove vieni», come ammoniva Salif Diao.

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