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E Cavallari premia coach Martelossi «Ha grandi meriti»

di Marco Nagliati
E Cavallari premia coach Martelossi «Ha grandi meriti»

L’ex pivottone ferrarese consegnerà la targa della Lega Poi Bob analizza il duello: Pipitone è bravo, Amici super

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FERRARA. Bob, servirebbe un pivot... E Cavallari ci pensa un po’ su. Poi, gentilmente, declina. Perché martedì ha una partita fondamentale per centrare i playoff di Prima Divisione: la sua Ultima Legione deve battere S. Maria Maddalena. Il nome del team, peraltro, fotografa nel dettaglio l’insieme dei giocatori: «Siamo tutti over 50 - ridacchia Cavallari -, si pensi che il nostro Under ha 35 anni. Stiamo disputando un’annata super, ma siamo anzianotti. Contro i 18enni che corrono su è giù per il campo reggiamo un paio di quarti, poi è durissima. Però se centriamo i playoff, beh: sarebbe il massimo». Roberto “Bob” Cavallari, ferrarese (25 novembre 1963) è stato pivot di serie A: inizio carriera a Ferrara, quindi Virtus Bologna e Virtus Roma. Poi Modena, Forlì e Imola. Regolarmente sugli spalti del Pala Hilton Pharma, oggi prima del match con Trieste premierà coach Martelossi: la Lega lo ha riconosciuto allenatore del mese. Dopo sarà show tra Mobyt e Trieste, un playoff che parte dall’1-0 Ferrara. Però senza Benfatto. Serve un pivot, appunto... «Io sono troppo vecchio - sorride Cavallari -; ho visto la partita di andata e devo dire che Trieste, formazione di Gold, non ha fatto vedere tutta questa differenza con una squadra di Silver come la Mobyt. Poi, magari, la verità sta nel mezzo: loro più brutti di quanto sono per via della tensione, Ferrara brava a farli giocare male».

Questa sera, nell’area pitturata, i biancazzurri saranno orfani del “Benfa”. Sospirone del Bob: «Devo anche dire che Pipitone in “Gara1” è stato bravissimo e che in questi mesi è migliorato molto. È giocatore dal grande potenziale. Se responsabilizzato può dare anche di più. Senza strafare, sapendo che la squadra ha decisamente bisogno di lui, forse saprà evitare qualche fallo sciocco. Alcuni li commette per inesperienza e voglia di fare. Vero che è difficile farlo giocare spalle a canestro, però è più grosso di Benfatto e contro Holloway può reggere l’impatto fisico». La Mobyt ha il match ball, che sensazioni ha tratto dal match di giovedì sera? «Forse un po’ di pressione ci sarà. E se passerà il turno, Ferrara non avrà rubato niente. Se la può giocare. Trieste ha il giovane Tonut molto interessante e Holloway, bravissimo. Poi non so Grayson: l’altra sera non s’è visto». Chi invece s’è visto è stato Amici... «Croce e delizia. A volte fa cose ingenue, spesso è decisivo. Lui è così: fuori dagli schemi. E nei playoff questi giocatori sono fondamentali. In una mia squadra io lo vorrei sempre». Anche Martelossi se lo tiene stretto: «Il merito del coach è essere entrato nella testa dei giocatori e farli giocare assieme. Di squadra».

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