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Spal, l'ottavo centro di fila è epico

dall’inviato Paolo Negri
Spal, l'ottavo centro di fila è epico

Calcio serie C. A Carrara successo in rimonta oltre il 90'. Il sogno playoff rimane vivo

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CARRARA. Una girandola di emozioni. Un finale incredibile. Dalla delusione al sogno. Dall'estasi ad un pizzico di amarezza. Ma non è finita. No, che non lo è. La Spal ha fatto il suo, ed anche oltre. Ed il sogno resta vivo. Più che mai.

Ieri a Carrara i biancazzurri hanno conquistato l'11º risultato utile consecutivo. L'8ª vittoria di fila. Hanno ottenuto 27 punti sugli ultimi 33 disponibili. Un'impresa storica. Amplificata dai contorni epici del successo contro gli apuani, strappato grazie a due gol segnati oltre il 90', mentre ancora giungeva notizia di una Reggiana sconfitta in casa dal San Marino: sarebbe stato il -1 dai granata. Sì, al condizionale. Perché un attimo dopo il delirio collettivo ecco la doccia gelata della rimonta della Reggiana, della sua affermazione. La Spal è quarta da sola, ma ancora a -4. Restano due gare, l'ultima sarà il confronto diretto al “Mapei”. Cruciale il turno di sabato: Spal in casa contro la Pistoiese, granata a Lucca. Se il distacco verrà ridotto, poi ne vedremo delle belle. Per ora che dire? Grazie, Spal.

Biancazzurri con l'abituale 5-3-2. Rientri di Lazzari e Cottafava. Giani preferito a Silvestri in difesa. Carrarese coperta e attendista, con un 4-5-1 pronto a mutarsi in 4-3-3 nella fase offensiva. Chiara la tattica degli apuani: restare compatti, non concedere spazi, partire in contropiede con i propri brevilinei. La Spal ha illuso partendo forte, subito una grande iniziativa di Di Quinzio dopo 40 secondi, con cross radente e teso in mezzo ma raccolto da nessuno. E' stata, appunto, un'illusione. Perché poi la Spal non ha trovato ritmo, geometrie, soluzioni, varchi. Al contempo, la squadra di mister Semplici ha sofferto, principalmente a centrocampo. La mediana ferrarese non ha creato e non ha filtrato. Al 21' il primo allarme, con la Spal a farsi infilare dal lancio per l'inserimento di Brondi, contrato all'atto della conclusione; sul pallone è arrivato Gnahorè ma il suo tiro è stato ribattuto. Al 25' il gol della Carrarese: corner eseguito alla remoise, spallini in ritardo nell'uscire (come già alcune volte in precedenza) e cross di Gherardi per la deviazione di testa di Cellini, solo in mezzo ai giganti della difesa centrale biancazzurra. E poco dopo, al 27', ecco il reattivo... gattone (per dirla alla Piccinini con Subasic) Menegatti dire no alla staffilata dello stesso Gherardi, con Gnahorè a ciabattare l’appoggio in rete da due passi. Nessuna reazione spallina, gioco latitante, Carrarese pericolosa al 44' con il colpo di testa di Berra: Menegatti in presa.

Ad inizio ripresa la Spal si è presentata con Filippini al posto di Bellemo ed un atteggiamento più arrembante. Al 4' solito spunto devastante di Finotto a sinistra e palla zuccherata per Zigoni: il centravanti, all'altezza dell'area piccola, si è incartato e - praticamente solo - ha mancato la conclusione a porta vuota (forse il pallone gli era rimasto un po' dietro). Anche sull'onda delle notizie da Reggio, la Spal ha insistito, ha prodotto il massimo sforzo. Al 17' ottimo servizio di Filippini per Zigoni, il cui sinistro è stato deviato in angolo da Zanotti. Corner di Di Quinzio, esplosivo destro al volo di Cottafava sul secondo palo e capolavoro del portiere apuano a mettere ancora in angolo. Alla mezz'ora dentro Rovini per Capece e assetto a tre punte. Confusione, squadra allungata. Veratti per Lazzari la mossa della disperazione. La Spal ha avuto l'immenso merito di crederci, di non mollare, di gettare nella mischia tutte le energie nervose, la volontà di vincere, di fare il miracolo. Ed è stata giustamente premiata. Con due gol in extremis. Al 91' correzione di Finotto su respinta del portiere dopo il tiro di Filippini. Al 93' botta al volo di Cottafava, ribattuta. Zigoni per lo shoot volante di Giani che ha trovato il pertugio giusto per un'esplosione di collettiva goduria biancazzurra. Sì, se la Reggiana non avesse vinto sarebbe stata tutta un'altra storia. Ma, vada come vada, la Spal merita un monumento.

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