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Il Gualdo esulta all’ultimo miglio

Il Gualdo esulta all’ultimo miglio

Nello spareggio per i ripescaggi in Promozione ha battuto un Mesola giunto stanco all’atto finale

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MESOLA. Due realtà opposte in pochi metri. Sabato, dopo il triplice fischio della partita di playoff che ha decretato il Gualdo Voghiera prima tra le compagini ferraresi ripescabili in Promozione in seguito alla vittoria per 2-1 sul Mesola, strideva la differenza di immagini che caratterizzavano i due spogliatoi: gioia irrefrenabile nello stanzone che ospitava i “blues” dell'allenatore Roberto Labardi, enorme delusione in quello dei biancazzurri dal quale proveniva solo silenzio ed uscivano giocatori e dirigenti affranti. Il tutto a poca distanza. La punizione con cui Fratti all'82' ha sancito la vittoria degli ospiti è stato un macigno nei pensieri e nelle gambe dei castellani, dominatori della stagione quasi fino alla fine. Ed è stato quell'ultimo miglio ad essere letale ai mesolani, protagonisti in ogni caso di un campionato brillante a prescindere dal risultato finale.

Parola ai vincitori, che comunque riconoscono l'onore delle armi agli sconfitti. «Abbiamo meritato di vincere - ha affermato un Roberto Labardi bagnato dai gavettoni ed entusiasta - e nel 2º tempo abbiamo creato tanto e legittimato la nostra vittoria: avevamo tanta più benzina di loro; nel primo tempo, dopo il loro vantaggio, ci siamo smarriti per una decina di minuti ma poi ci siamo ripresi. Merito comunque all'avversario che avevamo di fronte. E' stata una grande vittoria: abbiamo dimostrato di essere una squadra di livello. Durante il campionato, quando avevamo numerosi infortunati, abbiamo avuto un po' di difficoltà ma adesso, al completo in 18 giocatori, si è visto il miglior Gualdo. Prima dei playoff avevo detto che sarebbe servito il miglior Gualdo e c'è stato: due partite di spareggio impeccabili, mi complimento coi ragazzi».

Chi invece nemmeno 18 giocatori aveva a disposizione per una lunga lista di infortuni, era l'allenatore castellano Riccardo Frasson, profondamente deluso dopo la partita: «Più di così non si poteva fare in questa partita - ha detto con molta amarezza - viste le condizioni fisiche in cui eravamo; hanno giocato cinque giocatori che non calcavano il campo da un mese. Le abbiamo provate tutte ma questo finale di stagione è stato un calvario nonostante l'impegno di tutti quelli che sono scesi in campo. Per me questa sarebbe stata una partita da pareggio ma gli episodi fanno la differenza, un plauso al Gualdo che ha vinto la partita più importante. Considerata l'intera stagione, i miei ragazzi avrebbero meritato di più ma nel finale abbiamo raschiato il barile e non si può fare una colpa a nessuno: forse qualche errore lo avevamo commesso prima».

Affiancato dal centrocampista Marandella altrettanto distrutto, è seduto per terra anche il presidente Enrico Granini, mani al volto per chi in questa promozione credeva tanto. Parla a fatica il massimo dirigente biancazzurro: «Amarezza e dispiacere per tutti questi ragazzi; per quello che hanno fatto in nove mesi, avrebbero meritato certamente di più ma hanno dimostrato che possono ottenere risultati importanti. Complimenti al Gualdo, accettiamo il risultato e ripartiamo».

Lorenzo Gatti

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