La Nuova Ferrara

Sport

Calcio serie C

Spal, ecco i programmi nel segno della continuità

di Paolo Negri
Spal, ecco i programmi nel segno della continuità

La prima pietra è stata posata con la conferma dello staff tecnico. Non si derogherà dai contributi. Organico con 12/13 over e 12/11 under

4 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Manca ancora una giornata al termine della stagione regolare, ma conta poco. La programmazione spallina per il futuro è già iniziata. La società è già proiettata nel domani, la pianificazione è cominciata: nel mirino c’è l’annata 2015/2016, che si annuncia non facile sulla scorta delle incognite che la circondano (composizione dei gironi, c’è l’ipotesi di raggruppamenti totalmente misti). Cerchiamo di capire quali saranno le linee strategiche della Spal.

Semplici confermato al timone

La prima pietra è stata posata già qualche settimana addietro con la conferma ufficiale di Leonardo Semplici. Subentrato in dicembre al suo predecessore Oscar Brevi, il tecnico era in scadenza e la società non ha avuto dubbi nel proporgli il rinnovo contrattuale. Le parti hanno trovato rapidamente l’accordo, la sintonia era ed è totale, l’apprezzamento è vicendevole. In casa Spal le maniere di Semplici hanno conquistato tutti. Uomo posato, affabile, di dialogo, ha credibilità sia in seno al club che nello spogliatoio. Sa assumersi le responsabilità, ha capacità di decisione, è autorevole senza essere autoritario. Poi ha ovviamente pesato il lavoro svolto sul campo. Semplici è passato tra non poche difficoltà e qualche contraddizione, ma ha avuto il merito della perseveranza, della capacità di analisi, non è stato integralista ed ha quindi rivisto il proprio credo tattico adattando il modulo alle caratteristiche dei giocatori ed alle necessità della squadra. Ha inoltre avuto intuizioni felici e decisive quali ad esempio l’impostazione o lo stabile utilizzo di Finotto come seconda punta, venendone ripagato con reti e prestazioni decisive. Ha dato equilibrio alla squadra, l’ha messa in carreggiata, le ha dato grande continuità di grandi risultati. Più che sufficiente per essere il timoniere anche per la prossima stagione. Con lui ovviamente confermati gli uomini dello staff: il “vice” Andrea Consumi ed il preparatore atletico Matteo Levi Micheli. Il lavoro di quest’ultimo è stato davvero fondamentale per la progressiva ripresa e successiva “esplosione” della Spal: palese la diversità di brillantezza e passo rispetto al passato, nonostante le caratteristiche di molti singoli.

La continuità tecnica verrà dunque assicurata in primis dalla conferma di tutto lo staff.

Compattezza dirigenziale

Proprietà e dirigenza formano un blocco. La famiglia Colombarini, il presidente Mattioli ed il d.s. Vagnati sono all’unisono. La linea è tracciata, da tempo, e si va avanti senza derogare. Budget, profilo dei giocatori, volontà di non rinunciare ai contributi: sembra esserci sempre sintonia, al di là di una naturale dialettica interna. Vagnati è molto stimato dai vertici ed ha il profilo ideale per essere perfettamente complementare con il modo d’agire della società. Difficilmente con un altro direttore potrebbero sussistere i presupposti per andare avanti senza scossoni. Scontato, dunque, che anche Vagnati (cui il club riconosce la bontà di molte delle scelte del mercato invernale) sia stato da tempo considerato parte del progetto futuro, non solo nel rispetto del vincolo contrattuale.

Budget e mercato

Con queste premesse, vediamo le linee programmatiche. La Spal, come detto, non derogherà dai propri princìpi. Equilibrio economico, nessuna follia, disponibilità a spendere ma non oltre il possibile. La prossima stagione sarà caratterizzata dalla novità regolamentare degli organici con l’imposizione di un tetto non superiore ai 24 giocatori in rosa, di cui 8 dovranno essere under (nati dall’1 gennaio 1994 in poi): dunque, 16 + (appunto) 8. La Spal, però, probabilmente opterà per 12/13 + 12/11 (massimo 13/14 + 11/10), un po’ per filosofia e un po’ perchè laddove possibile non intenderà derogare da contenimento dei costi e accesso (il più possibile) al minutaggio e relativi contributi. L’intenzione è quella di non stravolgere l’organico (ma il 50%, un po’ più un po’ meno, andrà per forza toccato, tra scadenze contrattuali e prestiti), di potenziare la formazione-base con 4/5 innesti importanti e completare la rosa con dei giovani dalla D e dalle Primavera. A priori non verrà allestito uno squadrone stile Ascoli, Pisa, Novara, Alessandria, Lecce o Benevento - per fare esempi relativi alla stagione agli sgoccioli - ma ciò non significa che non si punti a progredire. Ricette sicure, d’altra parte, non esistono: il Pisa grandi firme cos’ha ottenuto? L’Aquila cosa ha ricavato dal mercato invernale? L’Alessandria non ha rischiato di mettere in pericolo di playoff? Il Lecce probabilmente non andrà nemmeno agli spareggi. La Spal punterà su amalgama, compattezza, continuità del progetto tecnico. Poi le variabili potranno essere tante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google