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«Basket e Spal, l’importanza della qualità»

di Marco Nagliati
«Basket e Spal, l’importanza della qualità»

L’assessore Merli e gli ultimi sviluppi societari Maiarelli, Colombarini e un’estate serena

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FERRARA. L’estate si preannuncia limpida. Le previsioni sembrano scongiurare perturbazioni particolarmente violente. Una tantum, lo sport cittadino pare regalarsi serenità gestionale. Forza programmatica. L’assessore Simone Merli sospira, preso tra intima gratitudine e un filino di scaramanzia. Quando la Mobyt ha annunciato il disimpegno dopo quattro anni di sponsorizzazione alla Pallacanestro Ferrara, lo scenario appariva meno poetico. Quando la Spal arrancava, l’aria era pesante. Quando la Niagara Volley era nel limbo (un po’ ambiziosa, molto realista guardando solo alla salvezza), sul palasport c’era un velo opacizzante. Così, tanto per mettere due/tre pietanze in vista di un pesante menù giugno-luglio. Poi, il vento è cambiato. I problemi esistono, certo. Ma la parte professionistica viaggia senza mareggiate.

Assessore Merli, l’ultima novità è Maiarelli in procinto di rilevare la Pallacanestro Ferrara da Bulgarelli.

«In realtà ho solo letto sul giornale. Nessuno mi ha contattato personalmente: quindi di ufficiale so nulla. Ad ogni modo, quello che mi interessa è che l’attività del basket prosegua con continuità. E possibilmente che non nasca una preoccupazione ogni anno».

Lei aveva debuttato da assessore allo sport proprio un anno fa quando Maiarelli assicurò un aiuto a Bulgarelli, che di conseguenza non cedette il titolo sportivo a Treviso.

«Ribadisco: conta che la Serie A2 di basket rimanga in città e con una società sana. Bulgarelli vende? Beh, si tratta di una società privata e l’amministrazione non può entrarci. Il presidente farà delle valutazioni personali: sono sicuro le farà nell’interesse della prosecuzione dell’attività. In questo senso le sue dichiarazioni sono una garanzia».

L’intervento in prima persona di Maiarelli la conforta?

«Un mese fa ero solo preoccupato per l’assenza di un soggetto forte che potesse garantire un buon futuro al basket (quando la Mobyt ha lasciato; ndr). Mi dispiacerebbe solo se gli intoppi economici mettessero a rischio l’attività. Risultati, qualità e divertimento hanno garantito un palazzetto pieno. Un peccato disperdere tale patrimonio».

Risultati, qualità e divertimento che la Spal dei Colombarini ha garantito con un colpo di coda.

«Dal punto di vista della gestione del club, mai avuto preoccupazioni. Semmai mi dispiaceva che la città potesse allontanarsi dalla Spal per la mancanza di risultati. Il finale di campionato è stato straordinario perché ha “ricostruito” entusiasmo».

I Colombarini già pensano al domani.

«Hanno la ferma volontà di dare soddisfazioni ai tifosi. Sono grato e dormo sonni più tranquilli».

Le piccole inquietudini, invece, dove nascono?

«Il mondo dilettantistico ha un grandissimo potenziale. Chiaramente si notano le difficoltà dovute alla carenza di risorse».

Però?

«Però ci sarebbero due cose da fare. La prima: imparare a stare più assieme. Evitare la proliferazione di società della stessa disciplina. La seconda: la formazione dei dirigenti. Capisco che sono volontari, ma per evitare alcune problematiche (multe dall’Agenzia delle Entrate; ndr) devono accumulare un po’ più di competenze sulle modalità base di gestione di una società».

Come sta lo sport a Ferrara?

«Deve sapersi raccontare. Lo sport è un luogo democratico. Senza colori politici, senza età e senza distinzione di sesso. Per la città è un grande volano economico e turistico: penso anche a maratona, Vivicittà, pattinaggio dell’1 maggio. Lo sport non è un gioco, vale molto di più. C’è gente che ci dedica un mare di vita».

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