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Rosset, vedi Ferrara e poi vola «Annata super»

Rosset, vedi Ferrara e poi vola «Annata super»

Basket. Il bilancio della giocatrice argentina Inizio duro, poi il decollo con la Bonfiglioli

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FERRARA. Arrivata alla Bonfiglioli l’estate scorsa con i galloni da leader, Macarena Rosset ha attraversato un’annata sempre più da protagonista: come la squadra, anche a livello personale, è stato un crescendo. Fra 10 giorni la partenza per Buenos Aires, dove l’aspetta la nazionale albiceleste. Ma prima, spera di strappare la conferma alla corte biancorossa. «Della mia stagione sono contenta - ci ha raccontato “Maqui” -; all’inizio, è vero, è stato difficile. Ma non solamente perché arrivavo in una squadra nuova, ma anche perché arrivavo dall’estate con la Nazionale dove mi ero riposata poco. A livello fisico, col ginocchio destro che doleva, ho faticato…».

E poi?

«Quando ho cominciato a capire come giocavano le compagne e ciò che il coach voleva, beh, è cambiata anche la mia mentalità: ho lasciato tutto in campo, indipendentemente dai punti che segnavo. Tutte abbiamo dato il 100%. Se avessimo fatto due settimane fa l’intervista, avrei detto che potevamo fare meglio, arrivando ai playoff. Adesso dico che abbiamo comunque fatto bene: il tutto non dimenticando che abbiamo giocato la finale della Coppa Italia e, in campionato, perdendo a causa di alcuni episodi una delle due gare contro Ariano Irpino».

Gli infortuni occorsi a Nori e Miccio sono stati gli artefici principali del mancato approdo alla fase finale dei play off? «Ci sono molte cause, non solamente gli infortuni. Anziché essere otto, eravamo sei o sette: diventa tutto più complicato. In alcune gare abbiamo avuto un momento della partita stessa dove non eravamo lì con la testa, in difesa soprattutto. In attacco abbiamo avuto dei problemi, anche se reputo la difesa più importante. Se difendi bene, ma fai fatica in attacco, almeno hai difeso; ma quando non difendi bene e fai fatica in attacco, tutto diventa ancora più difficile. Nella poule promozione abbiamo affrontato formazioni che hanno giocato bene, fisiche e che correvano. Durante la prima fase è risultato tutto più facile, ma nella seconda fase è aumentato il livello delle avversarie».

Il momento più bello della stagione?

«La semifinale della Coppa Italia contro Torino: ho sbagliato tutto in attacco, ma in quella gara abbiamo capito che eravamo una squadra. Abbiamo dimostrato di giocare in difesa tutte assieme, sentivo un’energia particolare: abbiamo recuperato dieci punti durante l’ultimo parziale e alla fine ero contentissima».

Il più brutto, invece?

«Perdere la finale. Anche contro il Geas eravamo lì. Avessimo avuto Nori e fossero entrati alcuni tiri in più, potevamo vincere. Nel complesso è stata un’annata positiva. A Chieti, l’anno prima, era andata molto male mentre a Ferrara ho fatto la Coppa Italia e fino alla fine lottato per arrivare alla finale dei playoff: è stato bellissimo, anche se avrei voluto disputare i playoff. Eravamo nuove e certe cose si guadagnano con il tempo».

Guardiamo avanti. Che cosa spera che ci sia nel suo futuro sportivo?

«A breve ritornerò in Argentina e mi allenerò con la Nazionale: avrò poco tempo per riposare, anche perché dovrò pensare ad altro. La mia idea è di ritornare in Italia non solamente per la pallacanestro, ma perché mi piace un sacco la vita in Italia. Ho già parlato con il presidente Ferranti e i dirigenti Andreotti e Caselli, che mi hanno detto che di me sono stati contenti. Anche io sono stata contenta, ma prima di decidere vorrei parlare con il neo allenatore per capire ciò che vorrà da me. Se sarà tutto a posto, continuare qua mi piacerebbe».

Lorenzo Montanari

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