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Pall. Ferrara, la trattativa è nella fase della frenata

di Marco Nagliati
Pall. Ferrara, la trattativa è nella fase della frenata

Scambio di e-mail: Bulgarelli irritato per la differenza tra domanda e offerta Maiarelli riflette ma i margini per giungere ad un accordo ci sono tutti

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FERRARA. Sul filo di equilibri delicati. Le trattative sono quasi sempre così, anche quelle apparentemente semplici. Le cui volontà convergono dopo appena uno sguardo oppure due chiacchiere veloci. Perché poi arriva il fatidico momento del “nero su bianco”, delle richieste che non sono tutte nell’offerta. Delle riflessioni/valutazioni aggiuntive. Inevitabilmente cadono i momenti difficili, durante i quali ci si chiude un po’ a riccio. È accaduto ieri nel percorso che dovrebbe portare la Pallacanestro Ferrara dalla conduzione di Fabio Bulgarelli a quella di Riccardo Maiarelli. Al netto di qualche imprudenza che al massimo fa scattare una punta d’irritazione (Hasbrouck che viene portato col suo procuratore da Maiarelli per un saluto valoce, una semplice stretta di mano e non certo un abbozzo di trattativa), la sostanza del fragor di spade è altra. Sì, ieri Bulgarelli s’è indispettito ma - racconta - anche per altro. Per una “dichiarazione d’intenti” che non è pari alle sue aspettative. Quelle che - invece - pareva fossero soddisfatte dopo l’incontro di mercoledì con l’avvocato Polizzi che rappresentava Maiarelli. Tanto che ne era uscito un rassicurante «tutto procede per il meglio».

Invece? Beh, le acque si sono increspate. Pensiamo: normali scaramucce quando si parla di società sportive che possono cambiare proprietario? Una corda tirata di qua e di là che deve solo trovare il punto giusto per fermarsi? Serve solo smussare qualche spigolo?

Bulgarelli spiega: «C’è stato uno scambio epistolare. L’e-mail che ho ricevuto come proposta non aveva i contenuti che mi aspettavo. Ho controrisposto con quella che è la mia richiesta: adesso nessuno di noi può capire male. Ho preso atto, con tranquillità, che le cifre dell’offerta al momento non corrispondono con la domanda. E mi piacerebbe, adesso, avere un incontro con Maiarelli: la trattativa dobbiamo farla noi due».

«Faccio anche presente - aggiunge Bulgarelli - che il presidente della Pallacanestro Ferrara sono ancora io. Ecco, chiedo da parte di tutti un atteggiamento più rispettoso. Siamo tutti presi dal nostro lavoro, ma se si vuole condurre a buon fine una trattativa che riguarda la Pallacanestro Ferrara si deve trovare un po’ di tempo. Non sono obbligato a cedere a tutti i costi: voglio solo che sia dato il giusto valore al club».

Ieri Maiarelli era fuori città per motivi di lavoro (Bologna) ma è comunque rimasto aggiornato sulla situazione. L’avvocato Polizzi sta svolgendo a 360° il ruolo di mediatore. Esperto. Forse c’è stato qualche ripensamento, Bulgarelli ha fatto qualche conto. «È tutto più che legittimo - dice Polizzi -, Bulgarelli o chiunque altro ha tutto il diritto di cambiare idea». Dunque, adesso ragionamenti e conti sono finiti sulla sponda di Maiarelli. E nell’aria c’è ancora la sensazione che i margini per cucire e intendersi ci siano. Il tempo non manca, la buona volontà pure. Si tratta, in fondo, di un dialogo tra due carattri diversi (impulsivo/riflessivo) ma con un punto in comune: la voglia di far proseguire al meglio le vicende del basket ferrarese. Non ci sarebbe da stupirsi se, a stretto giro di posta, Bulgarelli e Maiarelli andranno a sedersi attorno ad un tavolo.

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