Applausi, la Spal chiude in quarta
Serie C. Ieri a Reggio è arrivata la nona vittoria in 13 gare utili di fila. È 4º posto finale
REGGIO EMILIA. Degna conclusione del campionato. A Reggio, per l’ultima giornata della stagione regolare, la Spal conquista il suo 13º risultato utile consecutivo. Una performance che si traduce nel quarto posto finale, in solitudine (staccato il Pisa, ieri sonoramente sconfitto a Forlì). Era dal 1996 che i biancazzurri, in terza serie, non si piazzavano così in alto. Traguardo in assoluto lusinghiero, col rammarico del non accesso ai playoff, non a causa della posizione ma del numero di punti inferiore alle pari classificate negli altri due gironi. Storia nota. Com’è chiaro che la zavorra spallina risiede nei mesi precedenti agli ultimi due, condotti al gran galoppo. Fino all’epilogo di ieri, con la 9ª vittoria appunto in tredici gare. La somma: 31 punti conquistati su 39 disponibili. Un cammino che si commenta da solo.
Si obietterà che la gara di ieri contava “pour le beurre”, per il burro, per utilizzare un francesismo. Vero, nel senso che la Reggiana pensava già ai playoff conquistati la scorsa settimana. Falso, visto che la Spal cercava di finire in bellezza. Bene così.
Caldo. Sole. Reggiana con le Havaianas. Mezza squadra fuori, tra infortunati e diffidati risparmiati proprio in ottica playoff, per non correre il rischio di eventuali squalifiche. Spal all’insegna della serietà. Solito modulo e miglior formazione possibile, al netto delle assenze degli acciaccati Cottafava, Togni e Capece (oltre a Fioretti). Nessun esperimento (tipo il Landi terzino sinistro come da prove settimanali), nessuna tutela per i diffidati (Finotto in primis) in ottica prossima stagione.
Biancazzurri subito padroni della situazione. Calma, tranquillità, ricerca del fraseggio, iniziativa. Partita sbloccata alla svelta: al 12’ Finotto si guadagna un corner, dalla bandierina la parabola di Di Quinzio perviene in zona Gentile - sul primo palo - ed il Codino (doppio...) approfitta della libertà concessagli per incornare in diagonale. La Reggiana passeggia, il solo Angiulli (rasoterra a lato di poco, al 18’) gioca come se la gara dei suoi avesse una valenza. Brava la Spal a non smarrire il minimo di concentrazione necessaria. Gentile pressa anche la propria ombra sul campo, ed ogni tanto scioglie le briglie per le cavalcate - ora disordinate, ora efficaci - che gli sono proprie; al 37’ viene atterrato da De Biasi con un fallaccio al limite; al 45’ sgancia la botta che Messina non trattiene: arriva Finotto e la sua conclusione viene deviata in angolo, ma l’arbitro non se ne avvede. Spal in controllo totale, gestione perfetta, affanni zero.
Nella ripresa Spal subito tonica e all’offensiva. Al 4’ delizioso tacco di Zigoni, Finotto non ci arriva, Di Quinzio sì e la sua conclusione a botta sicura viene casualmente ribattuta davanti a Messina. Pathos (non è un nuovo acquisto straniero...) assente, copione immutato. Biancazzurri vicini al raddoppio al 10’, sul solito asse: corner di Di Quinzio, testa di Gentile e sfera a lato per una questione di centimetri. Il “Diqui” ci prova anche al 21’ con un’iniziativa personale, contrata all’atto della conclusione. Solo Spal. La squadra di Semplici poi trova il meritato bis con una grande azione al 28’: verticalizzazione di Gentile per la corsa di Lazzari, cross da destra e inserimento vincente di Zigoni che scaraventa in rete.
Applausi. Il popolo canta in faccia ai granata. Finisce in gloria, e c’è spazio anche per il debutto del classe ’98 Alessandro Miotto. Un’altra soddisfazione per i biancazzurri nel giorno della vittoria nel derby e dell’arrivederci al campionato che verrà.
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