Matano, ecco l’avventura a stelle e strisce
Il pugile ferrarese è rientrato dopo due settimane di allenamenti alla Gleason’s di Brooklyn
FERRARA. Marcello Ippolito Matano, l'americano. Il boxeur estense è infatti appena tornato dagli Stati Uniti dove ha potuto maturare un’ottima esperienza. Già, perché dopo la vittoria del titolo Intercontinentale a febbraio, il pugile si prepara ad una nuova ed entusiasmante battaglia sportiva: il 23 maggio sarà di nuovo al Pala Hilton Pharma per difendere il titolo Ibf, uno dei maggiori a livelli internazionale. Dovrà combattere contro il tedesco Mathias Zemski, picchiatore dotato di grande carica agonistica. La Ferrara Boxe, che organizza assieme alla scuderia Lorena, si aspetta un grande riscontro di pubblico. E Matano, consapevole dell'importanza di questo appuntamento ferrarese, è sbarcato oltreoceano per migliorare la tecnica. Precisamente, il team estense è stato a Brooklyn, New York, nel tempio della boxe. «Siamo molto soddisfatti di questa avventura - dice il maestro Roberto Croce che si potrebbe anche definire un po' come il capo di questa spedizione -: siamo partiti dall'Italia due settimane fa e siamo rientrati giovedì 7 maggio. E' stata un'esperienza bellissima, entusiasmante che ci ha arricchito molto. Matano ha perfezionato la tecnica, ha fatto guanti con gente di enorme esperienza pugilistica. Ha capito come funziona questo mondo lontano dalla sua città e dal suo Paese. Gli sarà utile per il prosieguo della carriera».
L'obiettivo era stare a contatto con i grandi boxeur statunitensi, gli stessi che frequentano la Gleason's Gym, la mecca per chi pratica questa disciplina. «Se non passi da lì non sei nessuno - scherza Croce -: per crescere è fondamentale conoscere realtà del genere. Era un passo che andava fatto. Ce l'ha consigliato il manager di Matano, che ci ha fatto capire quanto sarebbe stato importante per la sua crescita. Non abbiamo ancora fatto nulla, vogliamo salire ancora nei ranking internazionali». Ed ecco Matano con Hector Roca o Don Saxby, ex pugili ed oggi grandi maestri di pugilato. Gente che sa come migliorare le schivate, far male nei colpi e allenarsi al duro sacrificio. Se non ce la fai, sei out.
«E' proprio così, bisogna dare tutto se stessi. Matano l'ha fatto. Il pericolo alla vigilia era non reggere alla distanza». Un programma d'allenamento duro e intenso, roba da veri fighter. «In dieci giorni siamo stati praticamente sempre in palestra. Due allenamenti al giorni: si entra alla mattina e si esce alla sera che si è cotti. Non c'è tempo per riposare, gli americani sono fatti così, grande disciplina e spirito di sacrificio. Nella boxe sono componenti che valgono anche più che altrove. In pratica abbiamo fatto 20 allenamenti massacranti, per un totale di 28 riprese di guanti. Sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti dal mio pugile. Ha superato i test, si è dimostrato all'altezza della situazione. Non era facile, ma ci siamo riusciti».
Matano non era da solo, la Ferrara Boxe ha voluto essere al suo fianco. «Oltre a me - prosegue Croce -, c'erano il preparatore atletico Matteo Guerzoni, il consigliere Gianni Polato che è praticamente un procuratore della boxe e che sa tutto di questo sport. Gianni ha vissuto 10 anni a New York e sa un po' tutto della Grande Mela. Era un viaggio che avevamo già programmato da tempo e dopo la conquista del titolo l'abbiamo fatto. Matano, ripeto, ha fatto guanti con parner esperti, ma ha preso subito l'iniziativa e non si è fatto spaventare».
A proposito della riunione del 23 maggio, per cui cresce l'attesa e sono già attive le prevendite (Ferrara Boxe, l'Archetto, New Millennium e PalaCaneparo), anche i ragazzi della Padana si stanno allenando. Venerdì prossimo, al PalaCaneparo arriva Devis Boschiero per fare guanti col nostro Damian Bruzzese. Insomma, il mese di maggio sarà dedicato alla boxe. A proposito, anche Alessandro Caccia, che per il momento non combatte, fa parlare di sé. Il ferrarese è protagonista nell'edizione di questo mese su Men's Healt, noto periodico che si occupa del benesse e degli stili di vita maschili. Giusto per non farsi mancare nulla, Caccia ha già pronto un avvenire sulle copertine patinate dello star system. Mica male per uno che da dilettante non ha avuto l'opportunità di arrivare in Nazionale, ma che da professionista può riprendersi tutto e forse di più.
Corrado Magnoni
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