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Spal, gli obiettivi: portiere, centrale mancino, due mediani e due punte

di Paolo Negri

Si allestirà un organico con due elementi per ruolo. Menegatti e Zigoni verso l’addio, probabile l’arrivo di Aresti tra i pali

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FERRARA. I punti di partenza sono due, indicati da mister Leonardo Semplici al termine della vittoriosa gara di sabato a Reggio che ha sancito la chiusura del campionato col raggiungimento di un ottimo quarto posto: la Spal della prossima stagione giocherà ancora col 5-3-2, e verrà allestito un organico che contemplerà due giocatori per ogni ruolo. Oltre a ciò, l’allenatore è stato esplicito nell’affermare che la rosa spallina andrà rinforzata in tutte le posizioni, in tutti i reparti.

Sul modulo non c’erano dubbi, anche se non si tratta del sistema tattico preferito dal trainer. D’altra parte, Semplici ha dato equilibrio alla squadra - conducendola ad una straordinaria continuità di risultati di alto livello - proprio con questo schema; inoltre, la permanenza di Gasparetto e Cottafava non può che portare alla conferma della difesa “a cinque”. Oltre a questi parametri, altre indicazioni. Non è necessario chissà quale sforzo per decriptare le parole del presidente Mattioli sempre nel post-Reggiana. Con eleganza, e senza quel perentorio sbilanciarsi che nel calcio può essere smentito dai fatti del giorno dopo, il massimo dirigente ha lasciato intendere che la permanenza di Pietro Menegatti è molto difficile («Stiamo parlando, lui ha anche dichiarato che c’è l’interesse di squadre di serie B, è a scadenza, so che sta valutando anche altre ipotesi, com’è giusto che sia per la sua carriera, comunque ci rivedremo»). D’altra parte, se è giusto - come dice Mattioli - che Menegatti soppesi altre opzioni, è altrettanto chiaro che già dall’inverno la Spal aveva maturato l’idea di cambiare portiere: se non fosse stato così, avrebbe proposto per tempo il rinnovo del contratto ad un giocatore che fino a non molto tempo prima era considerato tanto fondamentale quanto patrimonio della società, ed uno dei motivi dei primi malintesi tra mister Brevi (che avrebbe voluto un altro portiere) ed il club (che all’epoca puntava ad occhi chiusi sul numero 1). Adesso vedremo che succederà al termine delle reciproche - e legittime - riflessioni. Se Menegatti non restasse, dovrebbe arrivare Aresti, che si svincola dal Pescara, favorito sull’eugubino Iannarilli.

La difesa verrà rafforzata con un centrale, preferibilmente mancino, così come è probabile l’arrivo di un terzino sinistro a sua volta mancino naturale. A centrocampo, stante le conferme di Gentile, Bellemo e Di Quinzio, la probabile partenza di Togni e quella possibile di Capece (anche se Mattioli giustamente dice «parleremo con chi abbiamo, a partire da Togni e Capece») arriverà un elemento importante, forse anche due. Quanto all’attacco, è difficile che Zigoni resti. Mattioli: «Può succedere di tutto...». Il bomber: «Il mio futuro? Lo valuterò col mio procuratore e vedrò quale sarà la scelta migliore per me. Se dovessi restare in Lega Pro, sarà a Ferrara e alla Spal». Se, appunto. Il fatto è che l’attaccante spera nella B. Poi, se ciò non si concretizzasse, ammesso che il Milan accordi il rinnovo del prestito, la Spal non coprirà l’integralità dell’ingaggio di Zigoni, perchè fuori dalla realtà economica che il club si è imposto. Quindi, a oggi, tutto lascia credere che si cercheranno due attaccanti (tra i quali un bomber) per allestire un reparto in cui resterà solo Finotto. E la Spal dovrà fare i conti anche con il possibile rientro di Germinale dal prestito all’Alessandria: la punta ha altri due anni di contratto, l’intesa di massima prevedeva un passaggio definitivo ai piemontesi nel rispetto del vincolo sottoscritto la scorsa estate con la Spal, ma dopo il fiasco di ieri dei grigi (estromessi anche dai playoff) bisognerà vedere cosa succederà ad Alessandria.

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