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L’Aia fischia contro il razzismo

L’Aia fischia contro il razzismo

Grande iniziativa della sezione di Ferrara: terna del Camerun per la finale Giovanissimi

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SAN CARLO. Una terna così non si era mai vista. Ieri a San Carlo è andata in scena la prima partita in Italia condotta interamente da arbitri camerunensi giunti nel nostro Paese per studiare e lavorare. Fulgido esempio di integrazione, tre ventenni uniti anche dalla passione per il calcio. Occasione propizia, la finalissima provinciale del campionato Giovanissimi. La terna si è comportata egregiamente, nessun episodio dubbio, spettatori e protagonisti in campo soddisfatti. Artefice e prim'attore di questa iniziativa, Giampaolo Droghetti, presidente Aia provinciale. Un'idea anti-razzismo, per spiegare alle nuove generazioni che il gioco del calcio non guarda in faccia a nessuno. Non esiste colore di pelle che tenga per tirare calci ad un pallone, ma solo estro ed intelligenza. Per la cronaca, la partita è finita 3-1 per la Stella Alpina ai danni del Kaos; la terna della sezione Aia di Ferrara era composta dal primo arbitro Yannick Vincent Dongmo Pondjou e dai suoi assistenti Zangue ed Arnaud: due medici ed un ingegnere. «Idea mia - sottolinea Giampaolo Droghetti -, che ha funzionato e sono lieto di questo. I ragazzi se lo sono meritato, hanno dimostrato di avere le capacità per dirigere una partita importante. Sono stati all'altezza della situazione. Alla fine li ho visti carichi e contenti. Una finale, anche se a livello giovanile, è pur sempre un premio per chi fa questo “mestiere”».

Terna arbitrale a parte, il mandato di Droghetti si caratterizza subito per un certo tipo di attenzione: «Ho lavorato per lanciare un segnale forte contro il razzismo. Favorire l'integrazione e dare importanza ai valaori umani. Tutte cose che rischiano di perdersi col tempo se non vengono coltivate alla giusta maniera. Spero di aver fatto bene e che altri seguano l'esempio ferrarese. Parlando di questi tre ragazzi, aggiungo anche che si sono comportati splendidamente sin dal loro approdo nella nostra sezione Aia; sono amici di tutti e si impegnano molto. L'integrazione è arricchimento. Proviamo a creare sintonia. La nostra missione non deve mai venire meno. Peccato che questi tre ragazzi, molto promettenti, si siano avvicinati tardi al mondo dell'arbitraggio, altrimenti avrebbero fatto carriera, ne sono convinto».

Cambiando argomento, parlando di avventimenti anisportivi, la nostra città resta un'isola felice: «Qualche sporadico avvenimento, ma a Ferrara grossi problemi non ci sono stati. Le società hanno lavorato bene sotto questo aspetto inculcando nei loro tesserati una certa disciplina».

La finale dei Giovanissimi è terminata col risultato di 3-1 per la Stella Alpina di Renazzo che è riuscita ad indirrizare il match mettendo a segno due gol già nel primo tempo. A segnarli sono stati Melloni e Vitali. Si va al riposo col Kaos costretto a rincorrere. Ad inizio del secondo tempo Mattia Zamboni riapre il discorso, ma ancora Melloni lo chiude definitivamente. Il Kaos ha pagato dal punto di vista fisico gli impegni della settimana scorsa; la squadra è parsa affaticata ed incapace di esprimere il proprio gioco. Onore al merito dunque alla Stella Alpina che si porta a casa una Coppa ampiamente meritata. La società di Renazzo ha lavorato bene in questi anni ed ha coltivato diversi talenti. A livello giovanile rappresenta un'eccellenza del nostro territorio, un esempio da seguire.

Corrado Magnoni

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