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Geovani in Brasile di trionfo in trionfo

Geovani in Brasile di trionfo in trionfo

Ha portato il Cuiabà alla vittoria di Copa Verde e campionato statale

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FERRARA. Geovani sugli scudi. In Brasile sono giorni trionfali per il 23enne ex spallino, in biancazzurro dal 2010 al 2012, cannoniere della Berretti e poi aggregato alla prima squadra con esordio a Salerno. Giovedì scorso Geovani ha guidato il suo Cuiabà alla storica conquista della Copa Verde. Nella finale di ritorno, disputata all’Arena Pantanal (stadio che nella scorsa estate ha ospitato alcune gare del Mondiale), la squadra di casa ha travolto 5-1 il Remo compiendo una clamorosa rimonta dopo l’1-4 patito nel match d’andata a Belem. Geovani ha fornito un assist per il primo gol e poi - con una velenosa punizione laterale - ha realizzato il momentaneo 3-0 che di fatto metteva più di un’ipoteca sulla vittoria finale. Da notare che con questo storico successo il Cuiabà ha ottenuto il pass per la Copa Sulamericana (l’equivalente della “nostra” Europa League, per intenderci) del 2016.

Non bastasse tutto ciò, lunedì il Cuiabà ha vinto anche il campionato del Mato Grosso (ed in Brasile le competizioni statali spesso hanno valore quanto e più di quelle nazionali). Il tour de force dei gialloverdi si completerà nella notte tra domani e giovedì con il big match di Copa do Brasil contro il blasonato Vasco da Gama di Rio de Janeiro. Per questo dopo la vittoria del campionato il Cuiabà ha festeggiato con moderazione andando poi subito in ritiro. Una partita, quella col Vasco, molto sentita, in particolare da Geovani che è sempre stato grande tifoso del Gigante da Colina.

Eppure, in questo quadro sportivamente esaltante, a cosa pensa Geovani? Ma alla Spal naturalmente... Proprio così: «Sono felicissimo - ci diceva ieri “Gigio” - però tengo il telefono acceso: se la Spal chiama, parto subito per Ferrara».

Solo una testimonianza d’amore, perchè Geovani sa benissimo che con lo status di extracomunitario - e provenendo da federazione estera - non può tornare in serie C. Ma è per far capire quanto continui ad essere legato ai biancazzurri, nonostante nell’estate del 2012 la società di Butelli non gli avesse fatto firmare - contrariamente a quanto promesso - il primo contratto da professionista, inducendolo così a tornare a casa. Di sicuro non gli è andata male. Ed il magic moment è stato coronato dalla recente nascita del primogenito Joao Guilherme. Quella sì la vittoria più bella, nella vita.(p.n.)

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