La Nuova Ferrara

Sport

Juve, scoppia la pace tra Allegri e Conte

Juve, scoppia la pace tra Allegri e Conte

Il ct azzurro: «Complimenti per l’ottimo lavoro». Questa sera ampio turn over nella sfida di San Siro contro l’Inter

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA. La finale di Champions League porta la pace tra Allegri e Conte. A tendere la mano, dopo mesi di indifferenza e qualche frecciata per l'utilizzo dei giocatori in Nazionale, è stato il ct. «Complimenti alla Juve per il traguardo raggiunto grazie all'ottimo lavoro svolto da Allegri, dai calciatori e dai dirigenti» le parole pronunciate all'Ansa da Conte, che si è detto «orgoglioso» del cammino dei club italiani in Europa.

Dopo l'addio traumatico in estate, Conte non era mai stato così affettuoso con la Juve, né tantomeno con il suo successore. Qualcosa è cambiato con la conquista dello scudetto. Da parte di Conte - «mi ha mandato un sms, vi dò uno scoop» ha detto Allegri - come del suo successore, che dopo la conquista della semifinale di Champions League ha riconosciuto l'importanza del lavoro svolto dal suo predecessore. Tutto sembra ricomporsi, dunque. Per Allegri, dopo l'ebbrezza di Madrid, è il momento della consapevolezza. «In quel momento magari non ci siamo resi conto - riconosce - ma abbiamo raggiunto un traguardo straordinario che capita raramente nella carriera di un allenatore e un giocatore. Questa squadra ha dei valori importanti, dei giocatori di livello europeo e mondiale. Senza giocatori di spessore difficilmente si possono raggiungere dei risultati importanti come ha raggiunto la Juve nei primi tre anni di Conte e quest'anno. E poi ci sono ancora margini di miglioramento, nel gioco e nella velocità dei passaggi». Allegri applaude Buffon - «si è dimostrato ancora una volta un fuoriclasse, ha l'entusiasmo di un ragazzino, e credo sia questa la forza» - e indica nella vittoria di Napoli il momento chiave della stagione. «Lì - ricorda - il gruppo ha dato una grande risposta, dimostrando di avere ancora voglia di vincere e di fare cose straordinarie». Così si è arrivati a quello che è «un traguardo che nessuno si aspettava», prosegue il tecnico, «e ci siamo arrivati con merito e soprattutto. Ora tutto è naturalmente focalizzato su Berlino e sulla finale di Coppa Italia, «il secondo obiettivo perché il primo era lo scudetto e la Champions era un sogno, come lo è tuttora». Il derby d'Italia con l'Inter, oggi alle 18, finisce così in secondo piano tanto che al Meazza non ci saranno Pirlo, Tevez, Buffon, Evra, Vidal e Chiellini. Bonucci, Marchisio, Morata e Llorente unici reduci del Bernabeu in campo dall'inizio, con Romulo titolare per la seconda partita consecutiva. E il lungodegente Asamoah che torna a vedere la panchina.

La sfida contro la Juventus per l'Inter potrebbe essere l'ultima occasione europea. «Il campionato è praticamente finito. Abbiamo già perso troppi punti. Prima dell'ultima gara sapremo se saremo in Europa» spiega il tecnico nerazzurro Roberto Mancini alla vigilia della sfida di questa sera a San Siro. Mancini non potrà affidarsi a Guarin e Hernanes: «Dispiace non averli, il colombiano è giocatore importante, il brasiliano ha fatto gol fondamentali ed è in un buon momento». L'assenza di Hernanes rilancia però Shaqiri dal primo minuto: «Se giocherà spero faccia una grande partita, si sta allenando meglio. È cresciuto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google