La Nuova Ferrara

Sport

«Sant’Agostino, un sogno» Attolico è al settimo cielo

«Sant’Agostino, un sogno» Attolico è al settimo cielo

La vittoria dei playoff di Promozione spiegata dal centrocampista “ramarro” «Dovevamo solo capire di avere i mezzi per farcela. La svolta in marzo»

3 MINUTI DI LETTURA





SANT’AGOSTINO. La calma è la virtù dei forti. Ne sa qualcosa Andrea Attolico che ha avuto la forza di rimettersi in gioco nonostante un inizio di stagione turbolento e sfortunato. Il centrocampista del Sant’Agostino è stato sicuramente uno dei giocatori più importanti della cavalcata trionfale culminata con la vittoria dei playoff di Promozione girone B: «E’ stata una sensazione bellissima, contro il Carpineti ho vissuto uno dei momenti più belli della mia carriera calcistica - dice Attolico -. Una partita incredibile, sicuramente da raccontare ai posteri. Eravamo sotto, abbiamo pareggiato, ci hanno dato dure rigori contro, è successo di tutto e alla fine ce l’abbiamo fatta ai supplementari. Il pubblico era in visibilio, noi giocatori al settimo cielo».

Andrea Attolico, quasi 30 anni, un passato vissuto più di alti che di bassi. Delusioni solo quando non ha vinto (poche volte), per il resto sono stati tanti i successi. Dopo una parentesi nelle giovanili alla Spal ed in qualche società del Veneto, è finito alla Stientese squadra del suo paese: «Il neroverde rimane nel mio cuore, mi è dispiaciuto tantissimo sapere che la squadra è retrocessa in Seconda». Poi, altre realtà, fino ad arrivare nel Sant’Agostino nel 2009 per ritornarci a gennaio del 2015: «Ad inizio anno ero all’Union Vis Trecenta dove desideravo restare. Quando ho saputo che la società era pronta a cedermi nel mercato di riparazione, ci sono rimasto male ed ho approfittato dell’occasione per tornare al Sant’Agostino».

Non ci sarebbe arrivato se non fosse intervenuto Merli, dirigente dei ramarri, che aveva ricevuto la segnalazione da Ruggero Ludergnani proprio l’ex direttore sportivo dei santagostinesi: «A Merli, alla società in generale, a mister Ferrari ed alla mia famiglia va la dedica per questa vittoria. Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine anche nei momenti difficili. E’ stata un po’ la mia rivincita, perché non mi sarei mai aspettato di dover cambiare squadra a metà anno. Per fortuna sono approdato in un gruppo fantastico».

Un po’ centrocampista, un po’ difensore e persino un po’ attaccante. Di certo, Attolico non fa lo schizzinoso: «Dove mi mettono gioco, ho un forte spirito di adattamento. Nella mia prima parentesi a Sant’Agostino facevo l’attaccante, quando sono tornato quest’anno ho fatto anche il centrale difensivo, ma soprattutto il centrocampista al fianco di Gessoni: io recuperavo i palloni e li davo a lui, è stato facile».

Fa il modesto, ma il palleggio non gli difetta: «Spesso vengo valutato per la mia fisicità, ma effettivamente non mi tiro indietro se c’è da giocare palla a terra. Però, ammetto che non è la mia caratteristica principale».

Non tutto è filato liscio nell’ascesa del Sant’Agostino: «All’inizio del 2015 eravamo lontani dall’obiettivo playoff, poi la società ci ha dato una bella svegliata e ci siamo ripresi. Ma la vittoria per 1-0 sul Campagnola fuori casa a fine marzo ci aveva fatto capire che avevamo i mezzi per riuscire nell’impresa. Ci dovevamo credere, che dovevamo mettercela tutta per riuscirci. E così è stato, sono contento per tutti i tifosi che ci hanno seguito a Carpineti. Hanno affrontato una lunga trasferta, ma ne è valsa la pena».

Corrado Magnoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google