«Alla Spal certe cose non le tollererei»
Il presidente Mattioli: conosciamo lo spessore dei nostri ragazzi ma a suo tempo abbiamo anche fatto opera di prevenzione
«Ogni volta pensi che sia finita e invece c'è sempre una nuova puntata. Prima la Lega Nazionale Dilettanti, per le dichiarazioni di Belloli, che devono essere verificate, e poi la Lega Pro, che già aveva una serie di problemi: ora sono entrambe in una situazione di grande imbarazzo, con questo problema del calcioscommesse».
Queste le dichiarazioni rese ieri a Sky da Giovanni Malagò, presidente del Coni, in merito al nuovo scandalo che ha investito il calcio italiano, ed in particolare la Lega Pro. Il girone B - quello in cui ha militato la Spal - è pesantemente interessato, viste le tante partite finite nell’inchiesta della Dia di Catanzaro e la presenza di tesserati del Santarcangelo e dell’Aquila tra gli indagati e fermati (tra i tanti, figura anche Ariel Pignatta, effimero attaccante spallino nella stagione di serie D 2012/13, ed ora al Sorrento). Inevitabile, stante questa situazione, registrare un commento di Walter Mattioli, nella sua duplice veste di consigliere di Lega e presidente della Spal (la società biancazzurra, giova sottolinearlo, non è minimamente sfiorata dall’indagine): «Siamo tutti amareggiati, sconvolti. E’ uno scandalo che non aiuta certo a recuperare il livello di immagine della categoria».
Sorpreso da questa recrudescenza del calcioscommesse?
«Si fatica a dare giudizi. Ritengo che molti dirigenti fossero all’oscuro di tutto e quindi siano vittime. Penso a Vavassori, patron della Pro Patria, che è nel consiglio di Lega al pari del presidente della Vigor Lamezia: sono persone serissime e ora si vedono trascinate in questo polverone a causa di qualche tesserato. E che dire del Santarcangelo? Conosco da anni i dirigenti romagnoli, persone molto serie, che hanno sempre agito al meglio e pagato puntualmente: per questo mi dà fastidio leggere che il Santarcangelo è invischiato in questa brutta storia (quattro giocatori ed il magazziniere tra i fermati; ndr)».
Almeno non c’è alcun tesserato della Spal sfiorato dalla vicenda...
«La nostra società, come ben sapete, è molto seria, ma ciò non mette al riparo in assoluto. Qui, in ogni caso, abbiamo anche fatto un’opera preventiva, chiamando a Ferrara esperti in materia affinchè parlassero ai giocatori mettendoli in guardia contro i pericoli del calcio-scommesse. Io poi ho avvisato tutti: “fate cose del genere e troverò il modo di non farvi giocare mai più a calcio, se sporcate l’immagine di Ferrara e della Spal vi... spacco le gambe”. Avvertimenti solo a titolo di scrupolo, perchè conosciamo lo spessore dei nostri ragazzi. Agli altri, a quelli delle varie società che sono coinvolti, dico che se fosse per me li metterei in galera e butterei via la chiave: bisogna inasprire le pene, o non ne verremo mai fuori. E’ una grossa vergogna, sono dei vigliacchi».
Presidente, alla luce di questo scandalo e delle dichiarazioni di Malagò, pensa che già a breve si possa accelerare il processo della nuova riforma e ridurre i club di Lega Pro, stante le varie inadempienze e le difficoltà che possono pure rappresentare terreno fertile per il calcioscommesse?
«Può succedere di tutto, sì. E’ una vicenda che in effetti potrebbe anticipare determinate situazioni. Già abbiamo problematiche interne alla Lega Pro, il presidente Macalli è stato squalificato per 6 mesi e venerdì viene discusso il suo ricorso: se la pena non viene tolta, o ridotta, diventa difficile. La situazione è grave, ma come Lega cercheremo di fare del nostro meglio e lavorare per risolvere i problemi. Il 26 ci sarà un Consiglio federale e annuseremo che aria tira».
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