Matano, difesa vincente che può cambiare la vita
Nuovi scenari per il campione Intercontinentale Ibf dei superwelter
FERRARA. Al settimo cielo. La Ferrara Boxe ha di che gioire e non solo per meriti sportivi. L’altra sera il Pala Hilton Pharma era pieno di tifosi della noble art. Poi, la scuderia di Roberto Croce è ai vertici del movimento pugilistico italiano grazie a Marcello Ippolito Matano, superwelter che l’altra sera ha difeso vittoriosamente il titolo Intercontinentale Ibf dall’assalto del tedesco Mathias Zemski. Un epilogo tutt’altro che scontato, viste le qualità di cui era accreditato l’avversario e il suo buon avvio di match. Matano, però, non ha avuto fretta, dal secondo round in poi è entrato nel match, ha “lavorato” l’avversario particolarmente al bersaglio grosso, fino a demolirne la resistenza e constringendolo al ritiro immediatamente dopo il gong che avrebbe voluto dare il via all’ottava ripresa.
«Mi sento felice, è andata alla grande - dice il pugile ferrarese stringendo la sua cintura intercontinentale -; sono partito contratto, poi mi sono ripreso. Zemski è andato forte all’inizio, non mi ha dato la distanza giusta per colpirlo. Poi, però, ho preso le misure e gli ho piazzato dei colpi pesanti, atterrandolo un paio di volte».
La svolta alla quinta ripresa, quando l’occhiobellese è stato chirurgico nel colpirlo al corpo: «Ci ho messo cinque riprese a carburare, perché il tedesco era molto veloce di gambe. Non mi dava punti di riferimento e quando vedeva che stavo per colpirlo scappava indietro e mi mandava a vuoto. Poi sono riuscito a trovare la chiave del match e ho messo a segno colpi pesanti».
Matano ha subito un richiamo: «Colpo basso? Sono stato richiamato, ma non ho capito il motivo, per me era un colpo regolare».
Questo successo potrebbe diventare la svolta della carriera: «Ora sono entrato nei primi dieci al mondo della classifica Ibf e spero di disputare una semifinale mondiale. L’esperienza americana mi ha aiutato a migliorare alcuni colpi, però devo lavorare in palestra per affinare la tecnica. Tornando a sabato, Zemski si è dimostrato buon pugile, mi ha colpito subito duro e mi ha svegliato. Dediche? A tutti i miei amici venuti a tifare per me, alla mia ragazza e alla mia famiglia. Anche il mio manager, Loreni, che è felice per me: nei prossimi giorni parleremo del mio futuro».
Raggiante anche il maestro che lo ha sostenuto in questi anni: «Ci stiamo abituando bene - dice Roberto Croce -, meglio così. Era un incontro difficile, più della prima sfida contro Koivula. Marcello ha faticato a prendere le misure nelle prime riprese. Gli ho detto di colpire al corpo e non al volto, la tattica ha funzionato. Il colpo alla milza è stato decisivo, ha rallentato l’avversario. Nella quinta ripresa ho capito che ce l’avremmo fatta».
Sul futuro si aprono vari scenari: «Deciderà Loreni, Matano deve ancora maturare un po’ per evitare partenze lente. Per il resto, la posizione nel ranking mondiale si fa interessante. Aspettiamo di vedere Fiordigiglio all’Europeo il 13 giugno a Brescia, poi il manager (Loreni lo è di entrambi, ndr) potrebbe anche optare per un derby. Infine, ringrazio tutto il mio staff, con cui c’è grande affiatamento: Chiruta, Buttini e Guerzoni».
Per la cronaca, nell’anteprima della riunione, fuori programma, ha combattuto Nicola Cristofori, categoria dilettanti, anche lui della Ferrara Boxe, che ha perso ai punti.
Corrado Magnoni
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