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Baroni alle radici del Kaos «Tutto è iniziato nel 2005»

Baroni alle radici del Kaos «Tutto è iniziato nel 2005»

Calcio a 5. Alla vigilia della finale scudetto parla il responsabile della scuola calcio «Il patron Calzolari mi diede il suo contributo economico, credeva nel progetto»

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FERRARA. Secondo lo studioso Marc Gladwell «bastano 10 anni di lavoro e sacrificio per diventare dei fuoriclasse».

La pensa esattamente allo stesso modo Roberto Baroni che esattamente una decade fa entrò a far parte della famiglia del calcio a cinque. «Era il 2005 - dice l'attuale responsabile della scuola calcio del Kaos -, quando con Davide Cremonini ho aperto la New Team scuola calcio: idee nuove nel rispetto del bambino e della crescita personale, per creare un ambiente a misura dei ragazzini; l'idea era di partire dal futsal per l'insegnamento del calcio. Insomma, qualcosa che mancava nelle altre società. Anche Calzolari, patron del Kaos, voleva aprire una scuola calcio e l'architetto Bellino Gallante, amico in comune, ci mise in contatto. Né io, né Calzolari sapevamo di conoscerci già e di essere stati allo stesso Capodanno a San Benedetto nei due anni precedenti. Io, tra l'altro, ero quello che lo batteva a ping a pong nei dopocena». Amici ritrovati, il “papà” del Kaos fece la sua proposta: «Scelse di dare il suo contributo economico alla scuola di calcio a cinque; aveva sposato la causa sociale del progetto, nessuno dei due pensava ad un vivaio per futuri professionisti».

A livello giovanile i successi sono arrivati a catena dagli Esordienti all'Under 21, mentre la prima squadra è sempre stata seguita principalmente dal patron: «Marco - dice Baroni - ha sempre aggiunto qualcosa al progetto, stagione dopo stagione, senza disperdere energie inutili. L'anno scorso rinunciò all'amata C1 e in questa stagione è solo un caso che non abbiamo vinto con l’Under 21 che rimane di grande livello».

Baroni coordina anche il centro sportivo i “Tre Campi”, ma ha diversi compiti pure nel Kaos: «A livello burocratico e logistico sono impegnato in prima persona. Qualche volta si sbaglia, è giusto che mi prenda onori ma soprattutto gli oneri del mio operato. Nulla a discapito della professionalità mia o delle persone con cui collaboro. Inoltre, ho sempre appoggiato mister Capurso e l'ho difeso quando è stato necessario. Ma sopra ogni altra persona, per me resta Gianfranco Bozzao: maestro di vita e non solo di calcio».

Ultima domanda: chi è Roberto Baroni?

«Ho 51 anni, solo negli ultimi dieci mi sono dedicato al calcio a tempo pieno. Prima facevo il responsabile commerciale nel settore arredamento. Ad un certo punto ho mollato tutto per questo progetto che, solo per me, comprende anche la New Team di calcio femminile. Per il resto, sono sposato con Angela e ho un figlio, Pietro, che fa il portiere nella rappresentativa regionale di calcio a 5 under 15. Calcisticamente ho giocato sino alla Prima Categoria nel Francolino degli Asnicar e, perché no, un giorno mi piacerebbe allenare anche i dilettanti: ho il patentino Uefa B».

E non finisce qui, perché nel frattempo i ragazzi delle giovanili crescono ed un giorno la serie A potrebbe essere composta da molti ferraresi: «Non abbiamo solo brasiliani, crediamo anche nei nostri giovani ed il sogno, lo confesso, sarebbe quello, un giorno, di avere giocatori fatti in casa».

Corrado Magnoni

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