Il pubblico di Como, quello di Ferrara, l’asticella
FERRARA. Un metro di paragone. Domenica il Como ha giocato la semifinale di andata dei playoff, contro il Matera, e ieri da più parti si sono elevate grida di giubilo per il record stagionale di...
FERRARA. Un metro di paragone. Domenica il Como ha giocato la semifinale di andata dei playoff, contro il Matera, e ieri da più parti si sono elevate grida di giubilo per il record stagionale di affluenza fatto registrare dai lariani: 5.246 spettatori.
La Spal, che li ha solo sognati nel finale quando il popolo ci credeva e la squadra è arrivata lì lì per far esplodere un delirio collettivo, di spettatori ne ha fatti 5.363 contro il Teramo nel girone di andata. E tante altre volte ha sfoderato numeri invidiabili, come i 4.480 dell’ultima interna, un sabato pomeriggio, contro la Pistoiese, quando ormai il detto sogno si era intuito fosse sfumato (causa la “miracolosa” vittoria della Reggiana contro il San Marino nel turno precedente).
E’ quello il patrimonio da tenersi caro. Quei 4.480 che erano al “Mazza” con la Pistoiese. I 5.363 visti col Teramo. Quelli che nel corso della stagione hanno permesso alla Spal di vantare il terzo miglior pubblico del girone, dietro Ascoli e Pisa, Pisa e Ascoli.
Per non disperdere tale fantastica base, la Spal dovrà alzare l’asticella. Non si chiede che vengano create false aspettative o che non si tengano «i piedi per terra» - in questo ha perfettamente ragione mister Semplici - ma nemmeno che l’obiettivo per la prossima stagione venga indicato nel decimo posto. Pensiamo che si possa e si debba ambire a qualcosa in più. Soprattutto con un pubblico alle spalle che da altre parti... vedono col binocolo.
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