Il ds Pulidori si toglie qualche sassolino
«Su Huff critiche dirigenziali accettate. Ma siamo arrivati secondi e Hasbrouck non è stata fortuna»
FERRARA. In mezzo alla gente. Senza formalismi. Si sa, Andrea Pulidori è così: uomo di sostanza. Un caffè al bar per quello che potrebbe essere un addio alla Pallacanestro Ferrara, ma che vogliamo intendere come un saluto. L’ex diesse parla dopo l’incontro di lunedì che Bulgarelli ha avuto con una rappresentanza della tifoseria. Lì, il presidente ha spiegato il mancato rinnovo del contratto del manager: «Volevo evitare gli errori del passato, soprattutto sul mercato degli americani». Contestazioni che Bulgarelli aveva mosso direttamente a Pulidori qualche giorno fa e che sarebbero rimaste nel bagaglio delle relazioni personali «se poi il presidente non le avesse rese pubbliche - sottolinea Pulidori - e allora mi corre l’obbligo di effettuare qualche precisazione».
Si parte con una premessa: «Ringrazio sinceramente Bulgarelli per i quattro anni di lavoro che abbiamo svolto assieme e nel mio piccolo penso di avere dato un contributo. Poi, ora, mi è stato contestato di avere mal costruito la squadra e avere una scarsa conoscenza del mercato statunitense». Pausa... «Beh, mi avvalgo dell’aiuto di Luca Barattoni che fa scouting anche per team di serie A1». Huff un errore ed Hasbrouck caduto dal cielo, questo in estrema sintesi il problema. «Huff sicuramente non è stata una scelta azzeccata - dice Pulidori -; con i rookie può andare bene come no. La scorsa estate ne abbiamo contattati tanti di esordienti, ma alcuni non sono venuti per motivi di budget (avevano un ingaggio elevato per le risorse estensi; ndr) o per offerte ricevute da categorie superiori. Potevo fare di più? Una critica accettata. E adesso parliamo di Hasbrouck...».
«Il 31 luglio Kenny era senza offerte e quindi libero. Parlando col suo agente di un altro atleta, me lo segnala. Gli rispondo che Kenny mi interessa moltissimo. I costi, però, in quel momento non ci consentivano di ingaggiarlo. La trattativa nei giorni successivi si è evoluta ed è arrivata la firma. Se non avessi conosciuto il valore del giocatore, forse avremmo perso tempo ed Hasbrouck non sarebbe arrivato. Il suo arrivo da noi è stata un’opportunità e non un caso o un colpo di fortuna. Ferrara ha così visto uno dei migliori giocatori mai tesserati».
Un sorso d’acqua. Pulidori legge un fogliettino in cui s’è appuntato due-tre concetti base. «Mi si dice che non avrei potuto fare meglio di quanto fatto finora? Purtroppo, il mio apice l’ho già raggiunto: è stato otto anni fa, quando facevo l’Eurolega (femminile; ndr) e contribuivo ad organizzarla».
Bulgarelli, in un passaggio, ha sussurrato di squadra mal costruita... «Parlano i risultati - sottolinea Pulidori senza mai alzare i toni -; facendo un passo indietro, riflettendo ancora sugli americani, pure Mays e Jennings erano debuttanti ma hanno fatto quanto si chiedeva loro. Due anni fa eravamo partiti per salvarci: siamo stati primi fino al termine dell’andata, poi gli infortuni ci hanno frenato. Quest’anno siamo arrivati secondi e fatto tornare grande entusiasmo al palasport: così male non giocavamo. E se il prossimo anno il girone sarà formato tra le 12 di Gold e le prime 4 di Silver, significa che, inconsapevolmente, avremo fatto una promozione».
“Pollo” la chiude qui. Anzi, ci mette una battuta e un’esortazione. «In futuro dovrò impormi di essere così fortunato da trovare altri giocatori del livello di Hasbrouck. Comunque, dai ragazzi: uniti, questa è la squadra della città».
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