Kaos, sconfitta immeritata a Pescara
Calcio a 5/Finale scudetto. Gara-1 rovinata da sfortuna (4 pali) e arbitri (inventata l’espulsione di Pedotti). Ma la squadra c’è
PESCARA. E’ amaro l’esordio in una finale scudetto per il Kaos Futsal, che perde 5-3 a Pescara in gara 1 e ora dovrà far valere il fattore campo in gara 2 e 3 per regalarsi un altro viaggio in Abruzzo. Per iniziare al meglio la serie che vale il tricolore, mister Leopoldo Capurso si affida a Laion tra i pali ed al rientrante Pedro Espindola, tra i migliori in questi play off. Fuori Andrè, mentre è regolarmente tra i 12 Kakà, nonostante l’acciacco muscolare degli ultimi giorni. In formazione tipo, o quasi, Fulvio Colini, che recupera tutti gli squalificati e si presenta all’appuntamento con il roster tirato a lucido. E si vede, perché Pescara prende subito in mano il pallino del gioco, mentre il Kaos si chiude in difesa, pronto ad agire di rimessa. La tattica funziona, ma l’errore in disimpegno di Espindola rovina tutto: brutta palla persa a metà campo e Nicolodi può segnare l’1-0 al 6’17’’. Ma il vantaggio abruzzese dura poco, perché Kakà, in stato di grazia dopo il poker rifilato alla Luparense, trova la conclusione da distanza ravvicinata che rimette in equilibrio il discorso (6’54’’). E’ la scossa per il Kaos, che trova anche un clamoroso incrocio dei pali con Pedotti, prontamente controbilanciato dalla traversa di Rescia dopo la decisiva deviazione di Laion. Il palo di Kakà fa gridare alla sfortuna più totale, e così la partita scivola via sul pareggio fino all’intervallo, nonostante sia il Kaos a meritare qualcosa di più per mole di gioco e attenzione difensiva. La ripresa si apre con un protagonista inatteso, l’arbitro Di Resta, che dopo solo 1’ di gioco si inventa l’espulsione di Pedotti per una gomitata inesistente a PC. Pescara sfrutta al meglio il gentile dono centrando il colpo del 2-1 in superiorità numerica con il sinistro di Ercolessi (1’48’’), e al 3’34’’ anche Rescia può far festa per il 3-1 che sembra tagliare le gambe al Kaos. Ma la squadra di Capurso ha sette vite come i gatti, e con Tuli e Bertoni raggiunge il meritato pari con due schemi di pregevole fattura a 13’ dalla fine. La iella, però, è sempre dietro l’angolo: Laion e Bertoni, con due missili da fuori, colpiscono altrettanti legni, e così nel finale Rogerio e PC chiudono il discorso sul 5-3, costringendo gli estensi ad un ko ancor più doloroso perché immeritato.
Costantino Felisatti
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