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boxe - presentato il libro della galassi

Passioni, peccati e conquiste La vita sul ring tutta “A modo mio”

Passioni, peccati e conquiste La vita sul ring tutta “A modo mio”

FERRARA. E dopo ogni caduta... «Non finisce così». Perché la vita e la carriera di Simona Galassi sono contrassegnate dal marchio del talento e del coraggio. “A modo mio, un libro sui pugni e le...

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FERRARA. E dopo ogni caduta... «Non finisce così». Perché la vita e la carriera di Simona Galassi sono contrassegnate dal marchio del talento e del coraggio. “A modo mio, un libro sui pugni e le passioni” (edizioni In magazine) è la porta d’ingresso al magazzino dei campioni. Un volume sulla vita della campionessa romagnola (ferrarese d’adozione) che è stato presentato ieri pomeriggio nella Sala Arengo del Comune di Ferrara. Non è un’avventura di ring e battaglie. O meglio: non è solo un cammino sportivo. E già solo di questo ce ne sarebbe di materiale: un’infinita serie di successi da dilettante, gli allori italiani ed internazionali da professionista. Le 23 vittorie, le 3 sconfitte...

L’opera, scritta da Flavio Dell’Amore e Dario Torromeo, è un concentrato di impegno-tenacia-passione. Volontà e valori. «Una vicenda umana che è anche storia sportiva» dice nella presentazione l’assessore Merli. In sostanza, un racconto di valori. Ed era proprio questo l’obiettivo della Galassi: non un’autobiografia. Semmai un racconto in cui ci fosse il sale della vita: i trionfi ed i momenti crudi. Come dire: intimista con momenti in vetrina.

«Ci siamo rinchiusi, mi sono aperta» svela Simona. Ecco, quelle righe messe su pagina nascono così: la Galassi che serra gli occhi ed inizia a far scorrere la storia. La sua storia. E i due giornalisti che registrano, precisano, puntualizzano. «Da anni mi chiedevano di scrivere la mia esperienza - riprende la Galassi -, ma non mi pareva mai fosse il momento giusto. Non mi racconto facilmente. Dell’Amore e Torromeo hanno insistito, toccato le corde giuste. Mi hanno dato la spinta in più».

«Non volevo però che uscisse una cronologia sportiva - aggiunge Simona -; mi interessava svelare quello che c’è dietro il pugilato. La vita e il sudore». Gli ostacoli ed i sacrifici. La Galassi guarda dritta la platea: «Certo, raccontare una vita non è facile».

Così come non è agevole ripartire dopo una delusione. Quando il futuro sembra alle spalle. È qui, un paio d’anni fa, che il cammino della Galassi si incrocia con Ferrara e con la Pugilistica Padana dei fratelli Duran. Simona è stata battuta, vuole ripartire. «Perché vuoi andare avanti?» gli chiede Alessandro. «Perché mi sento ancora un pugile» replica la Galassi. La riemersione è il ritorno sul tetto d’Europa. La rinascita totale ha un rendez-vous: venerdì 26 giugno sul Garda. La romagnola, sulla soglia dei 43 anni, andrà all’assalto del mondiale sfidando la 27enne argentina Debora Anahi Dionicius. Sembra quasi una salita da immortale, Simona sorride e allunga una copia del libro. C’è tutto lì, a modo suo.

«Vi racconto passioni, peccati e conquiste. Questa è la mia storia».(m.na.)

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