Esordienti in campo per ricordare Mongardi
FERRARA. «Gli anni ’70 erano già stati inghiottiti da un nuovo mondo assai più vorace. Da allora, il calcio è cambiato fino a diventare irriconoscibile, esageratamente patinato, proprietà dell’industr...
FERRARA. «Gli anni ’70 erano già stati inghiottiti da un nuovo mondo assai più vorace. Da allora, il calcio è cambiato fino a diventare irriconoscibile, esageratamente patinato, proprietà dell’industria globale dell’intrattenimento. Un universo sportivo compiuto che, a volte, può sembrare solo vagamente imparentato con lo stile popolare e a suo modo raffinato degli anni ’70. L’ultimo decennio di vera innocenza».
Questo è quanto scrive il grande giornalista inglese Brian Glanville in uno dei capitoli iniziali del libro “The beatiful game - Il calcio negli anni ’70”, autentico capolavoro che illustra la società raccontando - con testi ed immagini uniche - il calcio di quegli anni.
Gli anni, tra gli altri, di Lucio Mongardi, uomo e calciatore simbolo della Spal. Popolare e raffinato, specchio - appunto - di quella decade. L’annuale ed ormai tradizionale omaggio a Mongardi si terrà oggi con il torneo giovanile che porta il suo nome. Esercizio non banale, e tantomeno inutile, di memoria e di riconoscimento che gli “amici di Lucio” (in collaborazione con la Vigaranese X Martiri ed i Master Spal) metteranno in scena nell’arco della giornata al campo sportivo di Porotto.
Manifestazione “a undici”, categoria Esordienti 2003, quattro squadre in lizza. Semifinali alle 10.15 (Bologna-Spal) ed alle 11.15 (Modena-Forlì), finali alle 15.30 ed alle 16.30, a seguire le premiazioni e l’assegnazione dei trofei individuali. Annunciata la presenza di Franco Pezzato, altro grande paladino della Spal di Caciagli ed amico fraterno di Mongardi.
Il ricordo non è mai superfluo, attingere alle cose buone del passato (attraverso le figure di chi ne è stato protagonista), aiuta a comprendere meglio il presente ed a provare a costruire un futuro più nobile. Mongardi e gli anni ’70 possono essere di valido esempio, per il calcio e non solo. E se lo si fa, non si creda a chi ci dice che “viviamo nella preistoria”.
Paolo Negri
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