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«Abbiamo il dovere di ricordarlo sempre»

«Abbiamo il dovere di ricordarlo sempre»

I vecchi spallini all’unisono. L’ex presidente vicentino Farina: «Con lui anni indimenticabili». Delneri: grande appassionato

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FERRARA. Tra i tanti personaggi presenti ieri mattina al funerale di Gibì Fabbri, impossibile non notare immediatamente la figura di Giussy Farina, ex presidente del Vicenza “dei miracoli” condotto dal tecnico dalla serie B alla Coppa Uefa. Curvo sotto il peso degli anni (sono 82), commosso, circondato da tanti suoi giocatori di quel Vicenza, Farina ha voluto rammentare così la figura di Gibì Fabbri:

«È un ricordo bellissimo, abbiamo vissuto con lui anni indimenticabili. Un grande allenatore che dava la giusta serenità e tranquillità e si impegnava sempre per aiutare tutti».

Uno vicino all’altro anche tanti protagonisti della Spal che nel 91/92 Fabbri guidò alla trionfale promozione in serie B. Particolarmente commosso Roberto Labardi, notoriamente legatissimo al suo ex allenatore:

«Abbiamo avuto una grande perdita, quella di una persona sempre carica e che ci mancherà tanto. In questi anni spesso gli sono stato vicino andandolo a trovare. Abbiamo il dovere di ricordarlo sempre».

Michele Paramatti, che Fabbri impose come terzino sinistro lanciandolo verso una grande carriera:

«Da lui abbiamo imparato tante cose, di calcio e non solo. Aveva una grande competenza e anche molta capacità di scherzare. Sapeva toccare le corde giuste di ognuno dei suoi calciatori».

Giorgio Zamuner, uno dei pupilli di Fabbri nella Spal, giocatore del quale Gibì negli anni ha sempre sottolineato come avrebbe potuto giocare anche nella Juventus, magari come libero:

«È stata una persona fondamentale per me. Un uomo troppo importante per il sottoscritto. Il ricordo non può che essere affettuoso, visto che per me è stato davvero un secondo papà».

Massimo Mezzini, centravanti di quella Spal ed attuale vice-allenatore del Vicenza:

«Rimane un privilegio avere avuto un allenatore come lui, una persona solare che sapeva sdrammatizzare in ogni situazione. Sapeva gestire ogni momento, era un uomo che sapeva vivere e gli piaceva sempre avere un mare di persone intorno».

Andrea Mangoni è stato giocatore e poi direttore sportivo della Spal. Per Gibì ha speso parole sentite:

«Non si può non avere un ricordo positivo di Fabbri, ho avuto con lui un forte legame sia calcistico che affettivo. C'è grande dispiacere per la sua scomparsa ed esprimo la mia vicinanza a tutti i familiari».

Cristian Servidei, lanciato da Fabbri in quella Spal già nel 90/91 e poi punto fermo della squadra:

«L'ho avuto in età giovanissima e ho appreso da lui oltre che i fondamentali tecnici del calcio anche come si vivevano le cose. Si è sempre caratterizzato per la grande capacità di sapere trasmettere le emozioni».

Luigi Delneri, centrocampista cresciuto e lanciato da Fabbri nella Spal di fine anni ’60, poi affermato allenatore:

«È una persona che ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita di tanti giocatori. Il rapporto tra di noi è sempre stato molto buono, ha sempre portato avanti un'idea di calcio propositivo, è stato un grandissimo appassionato di questo sport e lo ricordo con grandissimo affetto».

Andrea Tebaldi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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