Ai Carabinieri il torneo di Corlo E un calcio alla Sla
Battuta 7-4 la Polizia, poi le premiazioni Ospiti Soverino e l’ex professionista Maniero
CORLO. Il Trofeo della Solidarietà di Corlo va alla squadra dei Carabinieri, che l’altra sera in finale ha battuto la Polizia di Stato 7-4.
Alla serata conclusiva erano presenti personalità importanti, come Vincenzo Soverino, vicepresidente nazionale dell’Aisla (Associzione italiana sclerosi laterale amiotrofica), e Filippo Maniero, ex calciatore che in serie A ha vestito le maglie di Milan, Venezia e Brescia. Entrambi hanno accettato di scambiare due parole a margine del torneo.
Ritiene che lo spazio che la sua e altre associazioni benefiche si sono ritagliate anche in manifestazioni in piccoli paesi come quella di Corlo possano consentire una maggiore diffusione della conoscenza dei vostri progetti?
«Assolutamente sì - conferma Soverino - e ne approfitto per ringraziare gli organizzatori per averci concesso questa grande opportunità. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare il più possibile la gente, in modo che più persone possibile vengano a conoscenza di questa malattia».
Quali sono i vostri progetti più importanti nell’immediato?
«In questo periodo abbiamo avviato un importante progetto di supporto psicologico, che mira a stare vicino ai malati di Sla, a seguirli e ad aiutarli ad affrontare nel miglior modo possibile le enormi difficoltà che crea questa malattia. Anche a Ferrara abbiamo parlato con i rappresentanti dell’Asl per fare partire anche qui questo progetto il più in fretta possibile».
Per quanto riguarda invece i progetti a lungo termine?
«In questo ambito ci sono lavori che stanno già dando i loro frutti: cito un dato importante, l’Italia è il primo Paese europeo nella ricerca contro la Sla. Un risultato rimarchevole che è stato raggiunto nel corso degli anni è ad esempio quello della crescita dell'aspettativa di vita, che è salita in molti casi da qualche mese a più dieci anni».
Pensa che la presenza di sportivi importanti anche in manifestazioni di piccoli paesi possa essere funzionale per far conoscere a più persone il lavoro di queste associazioni che si occupano di combattere la Sla?
«Mi auguro di sì - risponde Maniero -, per quanto mi riguarda partecipo sempre molto volentieri a queste manifestazioni, perché, oltre all’aspetto sportivo, c’è quello della beneficienza, che è importantissimo, e la presenza di personaggi conosciuti del mondo dello sport può aiutare a far avvicinare più persone e di conseguenza consentire una raccolta di fondi maggiore. È un dovere, oltre che un piacere, cercare di presenziare il più possibile».
Crede che i casi sfortunati di alcuni calciatori come Borgonovo, Signorini e Lombardi, che sono stati affetti da Sla, abbia portato una maggiore conoscenza della malattia?
«Penso di sì. Il fatto che alcuni dei ragazzi che hanno purtroppo contratto questa malattia fossero calciatori affermati ha fatto conoscere la malattia tra la gente e credo che alcune iniziative, come la partita di beneficienza di qualche anno fa organizzata alla presenza di Stefano Borgonovo, sia stato un evento che ha toccato molte persone, non solo sportivi o appassionati di calcio».
Il mondo del calcio potrebbe fare di più per sensibilizzare su questa malattia?
«Sicuramente sì, come ho detto l’essere personaggi molto conosciuti può essere di grande aiuto per far avvicinare le persone, sensibilizzarle e farle venire a conoscenza della gravità di questa malattia, e di conseguenza permettere di raccogliere più fondi possibile per la ricerca, per cui si deve cercare di organizzare più manifestazioni possibile correlate a queste tematiche».
Marcello Ferron
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