Attesa una sessantina di protagonisti
Alcuni hanno fatto carriera, altri si sono imposti anche nella vita. Brunello oggi è un rinomato chef
FERRARA. Su Innocenti, Azzi e Contro avremmo “giurato” per una carriera da professionisti. Non è stato così, ma oggi giocherebbero con la sigaretta in bocca anche in B, garantito. Faggian l’abbiamo visto debuttare in cadetteria nel 1975, contro il Pescara. Per Bomben, alla notizia del suo grave infortunio al ginocchio - che di fatto mise termine al suo ascendente percorso nel Napoli - provammo dolore fisico e morale. Di Malatrasi ricordiamo l’eleganza e le punizioni. I Cavallini, Di Benedetto, Massi, Mugianesi, Lauro, Novello e compagnia li abbiamo visti in prima squadra una notte di fine giugno contro il Milan di Rivera (Massi e Mugianesi, tra l’altro, hanno brillato anche lontano dalla Spal, che li aveva lanciati).
Albiero, Franco Fabbri, Antoniazzi, Domini... dispensano da ogni commento. Antonio Brunello (terzino poi anche al Padova e all’Arezzo) è oggi un affermato chef, il suo ristorante Le Nasse, a Forlimpopoli, è un must per chi ama menù solo a base di pesce. Burini era un attaccante marchigiano, piccolino, biondo, argentovivo.
Li rivedremo tutti, loro e tanti altri, sabato al Centro. Invitati anche Valeria e Luciano Negri (genitori di Luca), storici custodi - definizione limitativa - di via Copparo, Giorgio “Pantera” Adami. Luciano Cazzanti, Davide Ferioli, il giornalista pigliese Piero Capogrosso che sta completando un volume sulla storia delle giovanili spalline. Ma tracciare una lista esaustiva, qui, adesso, è impossibile. E non vogliamo nemmeno negare e negarci il piacere di qualche incontro a sorpresa. Negli occhi ancora quei giocatori, quelle Spal, la finale Berretti col Marsala, le sfide alla Roma, al Como di Todesco e Matteoli, quella allo stadio contro il Torino di Dossena, Blangero, Cantarutti, Gino... E la Spal giocava sempre alla pari. (p.n.)
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