«Calcio mercato fermo per paura delle multe»
L’esperto dirigente Ricci parla delle nostre società: poche da promuovere e si lavora poco nei vivai
È facile vederlo in giro per i campi con l’inseparabile agenda. Mario Ricci, dopo anni da direttore sportivo, ora è l’uomo delle selezioni giovanili provinciali, ma sempre con un occhio alle prime squadre.
Prima domanda: come va il calcio mercato?
«Fiacco paurosamente - risponde - e tutti per paura dell’Agenzia delle Entrate: stangate tante società e altre tremano. C’è scoraggiamento, mancano sponsor e anche chi avrebbe intenzione di fare è demoralizzato, ma come sempre mi attendo una svolta. È evidente che i giocatori devono capire che sono cambiati i tempi: non si può pensare di vivere di calcio nei dilettanti».
Detto questo, il panorama estense in Eccellenza e Promozione appare scadente.
«Le realtà di un certo tipo si contano su una mano, poi penso a Cento e Comacchio: cittadine non paesi dove si è visto di tutto. È più facile che il calcio riparta Cento, dove c’è una società che lavora bene come lo Sporting Centese, ma mi sembra impossibile che a Comacchio salti tutto. Certo Vitali è persona ‘ingombrante’, passionale, che si sta impegnando tantissimo specie a livello giovanile: spero vengano unite le forze almeno nel vivaio, con un personaggio importante a coordinarlo. Sarebbe bello se Vitali prendesse il Comacchio, spero non vinca il campanile. Ah, sono sorpreso di non sentire più Tomasi: sarebbe il suo momento».
Invece chi ha fatto bene?
«Faccio i complimenti, non per i risultati legati a tanti aspetti ma per l’insieme, al Sant’Agostino, e grande merito è del presidente Lenzi. Unico handicap il settore giovanile: va migliorato. A forza di errori sta crescendo l’Argentana: non me ne voglia il presidente Bruschi, ma credo che in tal senso sia importante il ruolo di Simeoni. Senza andare troppo indietro nel tempo dovrebbe rifare un grande settore giovanile per risolvere tanti problemi. Il Codifiume? Delusione, perché investe tanto con risultati al di sotto delle aspettative. Mi piace la scelta del Reno Centese nel prendere tanti giovani. Per quanto riguarda la doppia panchina di Dirani, l’ho avuto ed è bravo, ma secondo me è difficile gestire due squadre, come non approvo la figura del giocatore-allenatore. Va tutto bene se si fa lo stesso sistema di gioco, ma appena cambia qualcosa poi i giocatori finiscono spaesati».
«In generale però - aggiunge - non capisco come sia possibile che in Eccellenza e Promozione non venga allestito il vivaio, addirittura sento voci di Portuense senza Juniores, ma come fanno? Una rosa di 25 giocatori per la prima squadra e poi i giovani non giocano mai? Assurdo, proprio in tempi di crisi si dovrebbe ragionare in maniera opposta. I nostri settori giovanili vanno curati di più, investendo su allenatori preparati, che a Ferrara non mancano, ma è più semplice ed economico scegliere quelli che definisco i ‘praticoni’ e poi i risultati sono questi...».
Ma il Torneo delle Regioni piace per organizzazione...
«E non solo, è stato il migliore di quelli visti da noi anche per correttezza in campo. Devo ringraziare le persone che hanno collaborato per l’ottimo lavoro, mi auguro si faccia ancora a Ferrara: se è qui da quattro anni è merito della grande volontà di Paolo Braiati e Giovanni Aretusi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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