Kaos, cuore e un pubblico super «Questo è lo scudetto più grande»
Calcio a 5 Serie A/La finale. Mister Capurso orgoglioso dei suoi dopo la prima vittoria su Pescara Giovedì sera si torna in Abruzzo. Il presidente Barbi: «Siamo consapevoli di poter dire la nostra»
FERRARA. Il Kaos si congeda nel migliore dei modi dal pubblico di Ferrara, vincendo in rimonta e conquistando così davanti alla splendida cornice del PalaHiltonPharma la prima storica vittoria in una serie di finale scudetto. Venerdì è stato un susseguirsi di emozioni, con Pescara che è arrivato più volte a un passo dal festeggiare il tricolore, ma ha poi dovuto fare i conti con il cuore immenso della squadra ferrarese. Quella di venerdì è stata l'ultima partita casalinga della stagione e il 6-5 ottenuto contro Pescara tiene in vita le speranze della formazione di Capurso. La rimonta è stata doppia: prima dall'1-2 della ripresa al 2-2 di fine tempi regolamentari, poi ai calci di rigore con l'errore iniziale e la serie di parate di Timm, antieroe prima ed eroe assoluto poi. La serie tra Kaos e Pescara va dunque a “Gara 4”, che si giocherà giovedì alle 20.30 in Abruzzo.
Mister Capurso, è arrivata la prima vittoria in una finale scudetto...
«Sarebbe stato un vero peccato non riuscire a vincere nessuna partita in questa serie di finale. Perché ci abbiamo messo tanto cuore, tanto gioco, tanta voglia e anche i due match che abbiamo perso gridano ancora vendetta. Nell’ultima sfida, nel momento topico della partita, abbiamo dovuto fare i conti con due infortuni di Timm. Ma abbiamo reagito con tanto cuore, unito alla giusta attenzione con il portiere di movimento: situazione tattica che facciamo molto bene. Sul 2-2 abbiamo continuato e abbiamo avuto quelle due occasioni, a dir poco clamorose, con Andrè e Bertoni che purtroppo non sono state concretizzate».
Poi ci sono stati i calci di rigore, con Timm assoluto protagonista.
«I rigori sono un terno al lotto. Timm si è rifatto e se lo meritava assolutamente, perché è un bravo ragazzo, destinato a crescere e a fare molto bene. Il futuro è suo, con l'aiuto anche di Laion, che ha fatto partite eccezionali pure lui; stavolta Laion non era nei dodici, perché avevamo bisogno di un giocatore di movimento in più».
Dalle due reti subite nel giro di dieci secondi, al tiro libero contro nel finale o i due gol falliti da posizione favorevolissima: la gara sembrava stregata.
«Era inevitabile pensare al peggio. Perché da una partita condotta senza eccessivi rischi, sull'uno a zero, siamo inopinatamente passati in svantaggio nel giro di pochi secondi su due conclusioni che non mi erano sembrate irresistibili. Non era facile riprendersi, ma con grande forza mentale ce l'abbiamo fatta, facendo girare molto bene la palla col portiere di movimento e creando tanto, con Capuozzo che si è esaltato. Del resto, ci stiamo giocando lo scudetto».
A livello personale, qual è la gioia più grande?
«Sono felice di avere un gruppo di ragazzi che remano tutti nella stessa direzione e che ascoltano, regalando grosse soddisfazioni al pubblico che si è avvicinato a questa disciplina. Questo per noi, e non finirò mai di dirlo, è il nostro scudetto più grande. Anche in “Gara 3” abbiamo portato almeno 1500 persone nonostante il caldo e l'orario di gioco: tutto ciò mi onora, inorgoglisce e fa stare bene».
E anche il presidente Barbi mostra soddisfazione: «Questa vittoria ci permette di continuare a sperare. Nelle prime due partite, un po' per sfortuna e un po' per demeriti nostri, non siamo riusciti a fare risultato. Ma il successo di venerdì tiene viva la corsa per il titolo e ora abbiamo giorni a sufficienza per recuperare al meglio: torneremo a Pescara per lottare, consapevoli di poter dire la nostra».
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