Presunta combine in Savona-Teramo Spal alla finestra
I biancazzurri rischiano la beffa di salire a un 3º posto inutile Lotito indagato per tentata estorsione ai club di categoria
FERRARA. Il calcio italiano si fa mancare nulla. In particolare, la Lega Pro - dopo lo scandalo scommesse emerso nelle scorse settimane - è al centro di una nuova bufera. Anzi, una duplice bufera. La prima notizia ad aver squassato la giornata di ieri è stata battuta dalle agenzie ad inizio mattinata: Savona-Teramo, gara valevole per la penultima giornata della stagione regolare, sarebbe stata “truccata”. O, almeno, c’è questo sospetto. Ad esserne convinta, però, è proprio l’antimafia di Catanzaro, le cui indagini hanno portato allo scoperto il già citato e recente scandalo del calcioscommesse in Lega Pro e serie D. Continuando ad indagare su questo filone, gli inquirenti sono giunti a Savona-Teramo, partita terminata con il successo 2-0 degli abruzzesi, così promossi in serie B con un turno d’anticipo. Sono stati notificati cinque avvisi di garanzia: a Luciano Campitelli e Marcello Di Giuseppe, rispettivamente presidente e direttore sportivo del Teramo; a Davide Matteini (giocatore del San Paolo di Padova ed ex di Livorno e Reggiana tra le altre); a Marco Barghigiani, direttore sportivo del Savona; a Giuliano Pesce, ex ds della Ternana e collaboratore tecnico del Parma. Stando alla ricostruzione dei fatti degli inquirenti, i dirigenti del Teramo - avvalendosi pure della mediazione di Matteini - avrebbero contattato Ercole Di Nicola (d.s. dell’Aquila, figura al centro dell’indagine Dirty Soccer) che a sua volta avrebbe “agganciato” due giocatori del Savona, l’ex spallino Marco Cabeccia e Alessandro Marchetti, proponendo loro la combine ma ricevendone un netto rifiuto. Non è finita: sempre stando all’accusa, Di Nicola non si sarebbe dato per vinto e tramite Ninni Corda (ex allenatore del Savona, a sua volta indagato nell’inchiesta catanzarese delle scorse settimane) ed il citato Pesce, avrebbe offerto 30.000 euro al d.s. del Savona, Barghigiani affinchè contattasse altri giocatori del Savona per condurre in porto la comine.
Il Savona ha emesso un comunicato ufficiale: «in merito alle notizie diffuse questa mattina dalle principali agenzie stampa nazionali, il Savona Fbc precisa che Marco Barghigiani non ha mai ricoperto la carica di Direttore Sportivo in seno alla società, mansione affidata dal 1° ottobre 2014 al Direttore Generale Mattia Giachello... Marco Barghigiani era un consulente di mercato esterno della società. Riguardo alla partita con il Teramo, match fondamentale in chiave salvezza, visto l'impegno profuso dai giocatori sul campo, tutto il Savona Fbc è certo che non ci sia stato alcun illecito da parte di tesserati biancoblù».
Anche il Teramo ha diffuso un comunicato in cui afferma «senza timore di essere smentita, la totale estraneità a qualsiasi ipotesi delittuosa o illecita, dichiarandosi serena sotto ogni profilo e riponendo, contestualmente, assoluta fiducia nell’operato della magistratura, auspica nell’interesse proprio, della tifoseria e della città tutta, che venga fatta prontamente chiarezza sull’intera vicenda».
Vedremo gli sviluppi. Se dovesse esserci colpevolezza, la beffa sarebbe grande per l’Ascoli, giunto secondo e che poi è stato eliminato nei playoff dalla Reggiana. E se il Teramo venisse retrocesso nella classifica dell’ultima stagione, la Spal si ritroverebbe terza ma senza aver potuto giocare i playoff - come avrebbe invece garantito tale posizione - causa un verdetto forzatamente postumo. Ma è presto per trarre conclusioni.
Di certo c’è che ieri è poi esploso anche un altro caso: la Digos, in un’inchiesta condotta dalla procura di Napoli, ha perquisito gli uffici di Claudio Lotito. Il presidente della Lazio, e proprietario della Salernitana, sarebbe accusato di tentata estorsione riguardante i finanziamenti spettanti alle squadre di Lega Pro. Sono state effettuate perquisizioni anche negli uffici di Carlo Tavecchio e Mario Macalli, rispettivamente presidenti della Federcalcio e della Lega Pro: entrambi, però, non risultano indagati
«Presunte pressioni per costringere dirigenti di Lega Pro a votare l'approvazione di bilancio favorevole alle sue richieste, per acquisire una posizione di forza in Figc, Lega A e in quelle minori a vantaggio anche dei suoi club, Lazio e Salernitana. E' l'ipotesi di illecito che la procura di Napoli contesta a Lotito. E un consistente numero di società di Lega Pro sarebbero vittime di un “meccanismo intimidatorio” finalizzato a acquisire il consenso dispetto all'attuale dirigenza di Lega», questo il testo diffuso dalle agenzie.
E’ davvero un calcio malato, bisognerebbe avere il coraggio e la forza per resettare tutto.
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