Confermato l’arresto per 15 persone «Un marciume»
CATANZARO. Un marciume nauseabondo: non ha usato mezzi termini il capo della squadra mobile di Catanzaro, Rodolfo Ruperti, per descrivere quanto emerso dalle indagini sul calcioscommesse, culminate...
Un marciume nauseabondo: non ha usato mezzi termini il capo della squadra mobile di Catanzaro, Rodolfo Ruperti, per descrivere quanto emerso dalle indagini sul calcioscommesse, culminate nell'operazione Dirty soccer che ieri ha portato all’arresto di 15 delle persone già sottoposte a fermo il 19 maggio scorso. È caduta la contestazione dell'aggravante di avere agevolato la cosca di 'ndrangheta degli Iannazzo di Lamezia Terme, ma il giudice ha riconosciuto l'esistenza di due organizzazioni dedite a truccare le gare per ottenere vincite alle scommesse. In carcere sono finiti Pietro Iannazzo, consulente di mercato del Neapolis( ritenuto elemento di spicco dell’omonima cosca di 'ndrangheta); Mario Moxedano, presidente Neapolis; Mauro Ulizio, dg Monza e dg di fatto del Pro Patria; Raffaele Pietanza, uomo fiducia di Massimiliano Carluccio e Marcello Solazzo, altri due indagati; ed Edmond Nerjaku, imprenditore e finanziatore. Altre dieci persone sono andate ai domiciliari. Nell'inchiesta sono finiti anche nuovi indagati, fra dirigenti e calciatori del campionato di Eccellenza Calabria.
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