Teramo, gravi indizi per l’illecito
Rischio-retrocessione, con l’Ascoli ripescato in B. Spal inutile terza
FERRARA. Ieri a Catanzaro, in questura, si è tenuta una conferenza stampa nel corso della quale il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo ha illustrato gli sviluppi dell’inchiesta “Dirty Soccer”: «Ci sono due associazioni, una a Sud che ruota attorno al Neapolis e una al Centro-Nord che ruota attorno alla Pro Patria», sottolineato Lombardo. Il procuratore della Repubblica ha poi affrontato il caso, emerso mercoledì, della presunta combine in Savona-Teramo (0-2, abruzzesi promossi in B): «Alcuni giocatori hanno opposto resistenza e questo va a loro onore, ma Di Nicola (d.s. dell’Aquila; ndr)che è il tramite che ha ricevuto l'incarico dal presidente del Teramo (Campitelli; ndr) trova un'altra via che è un dirigente del Savona (Barghigiani; ndr) e questa cosa funziona».
Poi, Lombardo ha fatto riferimento al procuratore federale della Figc, Stefano Palazzi: «Ha già avuto buona parte della documentazione. Segue quello che accade a Catanzaro e ha chiesto di avere anche l'ulteriore documentazione, come interrogatori e ordinanze dei Gip. Dovrà fare valutazioni rapide».
In riferimento a Savona-Teramo, il caso per la giustizia ordinaria è una frode sportiva e riguarda solo gli individui. Per quella sportiva è invece un illecito sportivo, cioè un tentativo (che si sia effettivamente concretizzato, o no, conta niente) di alterare il risultato, e - se dimostrato al termine del processo - comporterebbe pesanti conseguenze per il Teramo che in base all’articolo 18 del codice di giustizia sportiva rischierebbe fino all’ultimo posto nella classifica del campionato 2014/15, con conseguente retrocessione in serie D. In tal caso verrebbe ripescato in serie B l’Ascoli, arrivato secondo dietro al Teramo: le norme prevedono infatti che un campionato debba poter esprimere una prima classificata. Quindi non ci sarebbero speranze per la perdente dei playoff (Bassano o Como), così come per l’Entella che ha perso i playout di serie B.
Dal canto suo la Spal subirebbe la beffa di vedersi avanzare al terzo posto della classifica del girone B, un piazzamento che le avrebbe dato diritto di partecipare ai play off, ma che con una sentenza estiva servirà proprio .
Intanto, crescono caos e disagio in seno alla Lega Pro, scossa dall’ennesimo caso “a palazzo”. I documenti relativi all'erogazione dei contributi della Lega alle società di Lega Pro, sequestrati mercoledì dalla Digos, sono al vaglio della Procura di Napoli che conduce l'inchiesta nella quale è indagato per tentata estorsione il presidente della Lazio - e patron della Salernitana - Claudio Lotito. Secondo l'ipotesi accusatoria, Lotito avrebbe fatto pressioni sui dirigenti di diverse società, utilizzando come "arma" i contributi, perché votassero secondo le sue indicazioni nell'assemblea chiamata ad approvare il bilancio.
La Lega Pro è sempre più a rischio commissariamento, soprattutto se il bilancio non venisse approvato il 30 giugno.
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