La Nuova Ferrara

Sport

Rabbia e commozione nelle lacrime del Kaos

Rabbia e commozione nelle lacrime del Kaos

Calcio a 5 serie A. Tanta emotività dopo la fine della corsa allo scudetto Mister Capurso: «La più bella vittoria è aver creato interesse a Ferrara»

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Non è scritto da nessuna parte che a una sconfitta - per giunta ai rigori - debba a tutti i costi corrispondere una fine. O almeno non nel caso del Kaos Futsal, battuto sì in finale scudetto dal Pescara nei decisivi calci di rigore di gara 4, che hanno consegnato il tricolore ai biancazzurri dell’ex Fulvio Colini, ma che ne è uscito a testa alta, dopo 4 partite equilibrate - e, più ad ampio raggio, dopo oltre un mese di futsal a livelli altissimi -, nelle quali gli estensi hanno saputo mettere in mostra un impianto di gioco spesso e volentieri più brillante e propositivo rispetto a quello dei loro avversari. Il destino ha fatto il resto: le lacrime di rabbia dei giocatori e la commozione di mister Leopoldo Capurso alla fine della corsa sono la più logica conseguenza di una stagione lunghissima ma estremamente positiva, faticosa ma ricca d’insegnamenti, anche per i giocatori più esperti entrati a far parte della famiglia Kaos Futsal, che difficilmente un rigore sbagliato - tra l’altro da uno dei più positivi di questa serie finale, Coco - potrà mai destabilizzare.

«Commentare la sconfitta di giovedì sera - dice mister Capurso, uno degli assoluti protagonisti del “boom Kaos” a Ferrara, insieme al patron Marco Calzolari e al presidente Angelo Barbi - è difficile. Siamo stati a lungo in vantaggio e in più di un’occasione potevamo anche segnare il gol del 2-0, ma purtroppo non ci siamo riusciti. L’espulsione di Kakà ha cambiato la partita, rimane il dubbio di cosa sarebbe potuto accadere se non fossimo mai stati in inferiorità numerica. Purtroppo è andata così, noi restiamo comunque molto orgogliosi di aver creato un gruppo unico, coeso, che ha dimostrato più volte di potersela giocare alla pari contro chiunque».

La serie si è conclusa 3-1 per Pescara, ma sono stati solo alcuni episodi chiave a spezzare l’equilibrio: «Fosse finita a punteggio invertito, probabilmente non ci sarebbe stato nulla da dire, ma questo è il futsal, spesso i dettagli fanno la differenza. A me non resta che ringraziare tutti, dallo staff ai giocatori, e ovviamente la dirigenza. La vittoria più grande? Essere riusciti a creare interesse a Ferrara nei confronti di questa disciplina».

Finisce un sogno e ne comincia subito un altro: «Sono sicuro di sì. Abbiamo ampiamente gettato le basi per costruire un importante futuro per questa squadra. Chi arriverà in estate sa che verrà qui per indossare la maglia di una società seria e organizzata, ambiziosa e onesta, pronta a imparare da sconfitte come questa per migliorarsi e crescere ulteriormente».

E si chiude per l’ultima volta in questa fantastica annata la porta dello spogliatoio del Kaos Futsal, tra delusioni e abbracci, arrivederci e anche qualche addio, ma l’importante è capire che il bello, a Ferrara, è appena cominciato al grido di #VamoKaos!

Costantino Felisatti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google